Molte persone che frequentano il parco si fermano a chiedere informazioni sulle finalità e sulle attività dell’Associazione Parco Segantini e spesso emerge la stessa domanda: “Ma cosa c’era prima del parco in un’area così grande?”

La risposta è: “L’Istituto Sieroterapico Milanese”, che solo le persone anziane ricordano perché ha cessato l’attività negli anni Ottanta e per quasi trent’anni l’area è stata abbandonata e preclusa alla vista da un’alta delimitazione in muratura.

Ma l’Istituto è nato agli inizi del Novecento, prima dell’Istituto cosa c’era?

E così è nata l’idea di tornare indietro nel tempo per capire com’era l’ambiente naturale della zona e quali sviluppi insediativi lo hanno via via modificato.

La componente ambientale che si è mantenuta nel corso dei secoli, sia pure con variazioni funzionali, è la roggia Boniforti, al limite ovest del parco. Seguiamo quindi la storia della roggia per scoprire l’evoluzione del territorio.

Secondo gli storici Milano nasce nel VI secolo a.C. da popolazioni celtiche (Galli Insubri) provenienti dall’attuale Francia, che scelgono di insediarsi nell’attuale area centrale di Milano perché servita da due piccoli corsi d’acqua a breve distanza tra loro: il torrente Nirone e il torrente Sevesetto.

Nel 222 a.C. il nucleo urbano viene conquistato dai Romani, che iniziano a sviluppare la città e la chiamano Mediolanum; una delle ipotesi più accreditate circa il nuovo nome è che derivi dalla preesistente lingua celtica e significhi “Luogo tra corsi d’acqua”.

Il torrente Nirone, uscito dalle mura di Mediolanum, proseguiva verso sud fino a immettersi in un altro torrente, il Lombra, attuale Lambro Meridionale.

Il percorso del torrente Nirone a sud della città correva in aperta campagna lungo le attuali via Conca del Naviglio, vicolo Lavandai, via Argelati e poi da via Argelati in giù lungo l’attuale tracciato della roggia Boniforti. L’origine del corso d’acqua come torrente naturale giustifica la dimensione relativamente ampia della roggia, che nel periodo imperiale era sostanzialmente il torrente di scarico delle fognature dei Mediolanensi.

Il regime idrico viene radicalmente modificato dalla costruzione del Naviglio Grande, che nasce nel 1211 come canale irriguo da Abbiategrasso a Milano piazza S. Eustorgio, viene poi scavato e reso navigabile nel 1272 e nel 1483 viene prolungato fino all’attuale via Laghetto per trasportare i marmi di Candoglia necessari alla costruzione del Duomo. Nel 1603 viene costruita l’attuale Darsena, in concomitanza con la realizzazione delle Mura Spagnole. L’assetto idrico definitivo viene raggiunto nel 1819  con il completamento del Naviglio Pavese, iniziato nel 1359.

La costruzione del Naviglio Grande spezza in due il torrente Nirone, che nella parte nord (Brianza centrale) rimane nel suo alveo fino ai nostri giorni mentre la parte sud viene deviata su un altro percorso. L’alveo abbandonato viene alimentato a partire dal Naviglio Grande fino alle aree agricole irrigue del Sud Milano mediante una batteria di paratie che esistono  tuttora in corrispondenza dell’incrocio tra ripa di Porta Ticinese e via Argelati e prende il nome di roggia Boniforte (oggi Boniforti).

Nel corso dei secoli lungo la roggia, che in realtà è ormai un canale irriguo alimentato artificialmente, vengono costruiti diversi fabbricati agricoli. Nell’area adiacente al parco ne rimangono tre:  

Il Molino della Traversa (in origine Traversera), in via Argelati, 45, pesantemente rimaneggiato e trasformato in residenze e uffici nel 2013-14.

La Cascina Stampa, in via Argelati 29, ristrutturata e trasformata in abitazioni e laboratori una ventina di anni fa e ancora in discreto stato di conservazione.

La Cascina Magolfa, affianco alla piscina Argelati, avrebbe dovuto essere ristrutturata gia' dal 2017, con spazi disponibili alle associazione del territorio. Ad oggi rimane un rudero in abbandono.

A fine Ottocento la disponibilità idrica derivante dalla roggia Boniforti viene utilizzata per alimentare uno dei primo complessi balneari di Milano, i Bagni Ticino, considerati allora come la risposta popolare alla costruzione dei lussuosi Bagni Diana in zona Porta Venezia. La posizione dei Bagni Ticino corrisponde approssimativamente a quella dell’attuale Piscina Argelati.

Per la classe proletaria la soluzione più semplice per rinfrescarsi nel periodo estivo rimane direttamente la roggia Boniforti, ancora più economica dei Bagni Ticino.

Per buona parte dell’Ottocento e del Novecento la presenza della roggia Boniforti funge da supporto anche ad altre attività, come ad esempio le lavanderie della zona.

storia

L’Istituto Sieroterapico Milanese

La modifica di maggior rilievo della zona avviene all’inizio del Novecento con la realizzazione dell’Istituto Sieroterapico Milanese, fondato nel 1894 da Serafino Belfanti.

L’Istituto occupava buona parte dell’isolato compreso tra le attuali vie Segantini, Borsi, Pichi e Darwin e quasi tutta l’area delimitata dalle attuali vie Segantini, Liguria, Argelati e dalla roggia Boniforti.

L’Istituto Sieroterapico Milanese rimarrà in funzione fino alla metà degli anni ‘80, ma con una situazione di crisi economica iniziata già negli anni ‘60 che lo porterà al fallimento nel 1992. Dalla metà degli anni Ottanta fino al 2010 le aree sono state sostanzialmente abbandonate, fatta salva la parte in affaccio su viale Liguria ceduta alla Provincia di Milano e utilizzata come sede dell’ITIS Giorgi dal 1966 ad oggi.

La realizzazione dell’Istituto Sieroterapico Milanese e le sue vicissitudini negli ultimi decenni del ‘900 non influiscono sulla situazione della roggia Boniforti, che continua a essere alimentata dal Naviglio Grande con una buona portata idrica fino agli anni ‘90.

Negli anni ‘60 e ‘80 del ‘900 avvengono i massicci sviluppi insediativi nelle aree a sud di viale Liguria: il quartiere La Spezia, il Quartiere Torretta, il quartiere Sant’Ambrogio, l’ospedale San Paolo, l’espansione della Barona verso viale Famagosta, ecc. Con l’urbanizzazione del sud Milano diminuiscono radicalmente i fabbisogni idrici per l’agricoltura e la roggia Boniforti diventa “inutile”. All’inizio degli anni ‘90 le aziende agricole dell’area a sud della città concordano con il Consorzio Ticino-Villoresi (che gestisce il Naviglio Grande) di alimentarsi da un altro canale irriguo e di chiudere le paratie di derivazione della roggia Boniforti dal Naviglio Grande.

La roggia Boniforti rimane così completamente in secca fino all’inizio del nuovo secolo. Solo verso il 2009-2010 ricomparirà nella roggia una piccola quantità di acqua in quanto la Provincia di Milano autorizza un’azienda insediatasi nell’isolato tra via Argelati, via Fusetti e via Magolfa a prelevare una decina di litri al secondo dalla prima falda per il raffrescamento/riscaldamento dell’edificio e a scaricare l’acqua nella roggia dopo il suo utilizzo. La portata è molto modesta, ma consente la ricostituzione di un habitat naturale protetto (l’area rimane inaccessibile fino al 2010) in cui si trovano anatre, aironi, falchi, sparvieri, ricci e tritoni.

Dopo una serie di passaggi di proprietà delle aree dell’ex Istituto Sieroterapico Milanese, nel 2002 il Comune di Milano approva un Piano Integrato di Intervento di tali aree che consente la trasformazione d’uso dell’area. Si susseguono più progetti dei nuovi insediamenti e nel 2008 viene stipulata la Convenzione edilizia che ha dato il via alla realizzazione degli insediamenti residenziali che si affacciano su via Segantini e in viale Liguria, 23.

La Convenzione prevede la cessione al Comune di Milano dell’intera area libera compresa tra i nuovi edifici e la roggia Boniforti, previa bonifica dei terreni e sistemazione a “verde elementare” (cioè a prato  senza alberi,  vialetti, illuminazione,  ecc.). Il Comune avrebbe poi dovuto provvedere con propri finanziamenti all’attrezzatura a parco dell’area secondo un ambizioso progetto che aveva vinto un apposito concorso internazionale.

Le case vengono terminate e  abitate a partire dal 2011, ma l’area da cedere al Comune per essere destinata a parco rimane una landa desolata incolta.

Nel 2012 nasce l’Associazione Parco Segantini, fondata prevalentemente dai cittadini residenti nelle nuove abitazioni, per interloquire con il Comune di Milano e stimolare la bonifica delle aree libere e la loro sistemazione a parco. Il resto è storia recente e il parco è stato pienamente realizzato con un progetto molto più soft e molto più economico rispetto a quello originario.

Rispetto alla convenzione del 2008 rimangono ancora da:

  • realizzare la ristrutturazione della Cascina Magolfa, di proprietà di un fondo succeduto alla società immobiliare che ha realizzato le nuove residenze su via Segantini e in viale Liguria senza rispettare l’impegno di ristrutturare la cascina.
  • garantire un flusso di acqua continua nella roggia.