
la ricercatrice Clelia Peano, a sinistra, e Salomè Gachet, moderatrice dell’incontro.
- Una dieta povera di fibre e ricca di cibo processato, di zuccheri e di prodotti di origine animale, o derivata da agricoltura intensiva, è può facilutare la creazione di un microbioma disbiotico.
- Uno stile di vita in cui si fa un’attività fisica scarsa, un uso eccessivo di antibiotici, può compromettere l’equilibrio il nostro microbioma.
- Anche i farmaci non-antibiotici hanno un effetto sulla composizione e sulla funzionalità del microbioma: per esempio un uso eccessivo di oppioidi può rallentare il processo digestivo, gli antipsicotici possono avere un effetto antibatterico diretto, i gastroprotettori posso causare tumore allo stomaco.
- I nostri geni hanno un ruolo importantenello sviluppo del nostro microbioma intestinale,questo è stato dimostrato in uno studio in cui dall’analisi di 416 coppie di gemelli è stato osservato che i gemelli identici (omozigoti) hanno un microbioma più simile tra di loro rispetto ai gemelli diversi (eterozigoti).
- Gli Hadza sono un popolo nomade, gli ultimi cacciatori e raccoglitori rimasti sulla Terra, hanno uno stile di vita simile a quello degli uomini del Paleolitico di oltre 10.000 anni fa: non hanno mai sperimentato né l’agricoltura né l’allevamento.
- Gli Italiani emiliani partecipanti al campione, sono “civilizzati”, hanno uno stile di vita occidentale e vivono in ambienti urbanizzati.
- Il microbioma degli Hadza è dominato da batteri che servono a degradare le fibre. Quello del campione di Italiani è specializzato nella degradazione dei carboidrati; poichè le diete di questi due popoli hanno una composizione molto differente, la dieta degli Hadza è molto più diversificata e prevede il consumo di grandi quantità di fibre e proteine, mentre la dieta degli italiani è per più del 50% costituita da carboidrati.
- Nel microbioma degli Hadza non ci sono Bifidobatteri che sono invece presenti nel microbioma di tutti gli altri esseri umani. Il loro microbioma è diverso da quello di tutti gli altri popoli: Africani, Europei, Americani.
- Il Microbioma del campione di Italiani è ricco di batteri che svolgono funzioni per metabolizzare farmaci, antibiotici e inquinanti. Queste funzioni sono totalmente assenti nel micorbiome degli Hadza.
- I geni per la resistenza agli antibiotici presenti nell’intestino degli Hadza derivano dai batteri del suolo, che sono produttori di antibiotici, e sono per loro un vantaggio.
- I geni per la resistenza agli antibiotici nell’intestino del campione di Italiani derivano dall’eccessivo uso di questi farmaci e sono per noi uno svantaggio.
- Il microbioma dei Neonati è dominato dai Bifidobatteri, essenziali per la digestione degli oligosaccaridi contenuti nel latte materno e per lo sviluppo corretto del sistema immunitario.
- L’interruzione dell’allattamento al seno permette la completa maturazione del microbioma intestinale del neonato.
- Il microbioma della madre è la principale fonte da cui derivano le specie e i ceppi batterici che si trovano nel microbioma dei neonati.
- Il microbioma è essenziale per lo sviluppo corretto del sistema immunitario nei neonati.
- Nei centenari e ultra-centenari i microbioma intestinale si differenzia dal microbioma che ci colonizza per tutta la vita.
- Nei Centenari e ultra-centenari il microbioma è essenziale per il mantenimento dello stato di salute e dell’equilibrio con il sistema immunitario ed è caratterizzato dalla presenza del genere batterico delle Christensenellaceae.

- Calogero Passarello, immigrato dalla Sicilia alla fine degli anni ’60, ricorda:”A poco a poco aa Milano è arrivato molto cibo tradizionale del sud. Però la pianta del tenerume – una varietà di zucca, le cui foglie sono indispensabili per il minestrone siciliano – non si trova neanche oggi.“. Così lui ha dovuto importare i semi. E oggi questa verdura, e tanti altri ortaggi, li coltiva negli orti dell’Associazione insieme ad altri volontari, milanesi e non, che hanno imparato ad apprezzarla.

Giuseppe Zen, nel suo breve intervento che introduceva la conclusione gioiosamente “culinaria” dell’incontro, da lui diretta: “Dovremmo fare più attenzione a quello che ingeriamo piuttosto che a ciò che mettiamo sul nostro corpo!”
Al termine degli interventi si è avviata l’animata fabbricazione delle fettuccine al triplo burro imperiale, la cui degustazione ha costituito la gioiosa conclusione dell’incontro.
[wpvideo 7GuyFE1k] Ecco infine il programma completo degli incontri “Mangiare bene e sostenibilità in città”
