Lo ha spiegato Enrico nei giorni scorsi, mostrando le due tecniche adottate: quella a spacco e quella a gemma.
TECNICA DELLO SPACCO
Si taglia un tronco del melo per fare da “porta innesto” in modo orizzontale: il taglio è stato effettuato ad un’altezza di circa un metro e mezzo per facilitare il lavoro.
Si crea una spaccatura a cuneo nel quale viene infilata la “mazza”, ossia il ramoscello con 2 o 3 gemme, il cui gambo è tagliato a punta in modo speculare al cuneo, dove viene infilato.
Il tutto viene poi sigillato con del mastice-pece sigillante e poi legato.
Il cuneo va messo facendo attenzione che le due zone sotto corteccia vadano a combaciare per incrementare la probabilità che si attacchi.
TECNICA DELLA GEMMA
Per l’innesto a gemma bisogna fare una incisione a T, verso della fibra e verso traverso, nella corteccia.
Si sollevano i lembi e si inserisce una gemma con un cm prima e dopo di corteccia fra i lembi e si richiude lasciando sporgere la gemma.
Dopo settimane di lavoro, e grazie a un gesto d’amore dedicato alla memoria di una persona cara, è pronto il progetto per la siepe di recinzione del terzo orto!
Come ogni altro progetto, anche questo deve rispettare certe regole e tener conto di molteplici esigenze.
NORMATIVE DETTATE DAL COMUNE DI MILANO
• arbusti prevalentemente autoctoni, rustici con predominanza di coloriture rosse rosa e bianche non infestanti o dannosi per la biodiversità e l’ecosistema del parco • presenza di bacche e fiori edibili o utili all’avifauna e agli insetti impollinatori • specie vegetali a basso impatto ambientale che raggiunto il loro massimo sviluppo, non ostacolino e impediscano in altezza in larghezza la visuale dell’interno e dell’esterno degli orti
NECESSITA’ PROPRIE DELL’ORTO
• Scoraggiare l’accesso continuo dei cani lasciati liberi • Integrazione equilibrata e armonica con le piante preesistenti • Basso consumo idrico
Con queste premesse, abbiamo pensato di realizzare una siepe: ma non una siepe/barriera, una siepe armoniosa della quale, anche chi passeggia per il Parco, possa godere e apprezzarne i colori, i profumi, i frutti e le fioriture.
SCELTE BOTANICHE
Le essenze vegetali arbustive del progetto, presenti allo stato selvatico anche nelle aree boschive della nostra regione, sono state scelte nelle varietà /cultivar selezionate o ibridate in vivaio per qualità, coloritura dei fiori e delle foglie, più vario e interessante.
Di seguito alcune delle varietà selezionate:
• Berberis vulgaris – crespino comune – scelto nella varietà ‘Harlequin’ per dimensioni (altezza massima 60 cm) e struggente coloritura delle foglie che va dall’arancio al bordeaux • Cornus mas – corniolo- scelto nella varietà “Elegantissima” per il fogliame variegato e la tonalità rosso fuoco che assumono i rami in inverno • varietà non propriamente lombarde come i Cistus e il Myrto, ma presenti nella macchia mediterranea sono stati mantenuti e aumentati perché robusti non invasivi e perfettamente adattati al clima milanese.
La composizione alterna forme e volumi. I Berberis più bassi, composti ma spinosi sono anteposti alle Buddleje preesistesti più alte scomposte e voluminose o agli Azzeruoli, che con il loro alto fusto non fanno da sufficiente barriera. Sempre verdi si alternano a specie decidue ma con bacche e ramificazioni interessanti e gradevoli anche nella stagione invernale più spoglia e disadorna.
CRITERI BOTANICI
Si è preferito puntare su piante giovani, quindi di piccole dimensioni, perché piantumare piante non nel loro pieno sviluppo ne favorisce il corretto insediamento e attecchimento dando maggiori garanzie di sopravvivenza.