Categoria: Pillole

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Partecipiamo al LivingLabLombardia

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Tagliare l’erba senza danneggiare gli alberi

L’uso del decespugliatore vicino agli alberi provoca lesioni al tronco: la linfa transita con difficoltà e per questo la pianta soffre… e si secca.

Cosa possiamo fare per proteggere gli alberi? Meglio lasciare un ciuffo d’erba alla base del tronco.

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L’avventurosa storia di Boscoincittà, dal 1974 a oggi

Gli amici di Boscoincittà, che in questi anni ci hanno stimolato, educato e sostenuto, hanno realizzato, nel corso di quasi 50 anni un’opera grandiosa.

In questo video scoprirete, attraverso le voci di vari testimoni, come è nata questa avventura che ha coinvolto migliaia di cittadini nel lavoro volontario.

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Come si innesta un Malus Silvestri con la mela annurca e la mela renetta?

Lo ha spiegato Enrico nei giorni scorsi, mostrando le due tecniche adottate: quella a spacco e quella a gemma.

TECNICA DELLO SPACCO

Si taglia un tronco del melo per fare da “porta innesto” in modo orizzontale: il taglio è stato effettuato ad un’altezza di circa un metro e mezzo per facilitare il lavoro.

Si crea una spaccatura a cuneo nel quale viene infilata la “mazza”, ossia il ramoscello con 2 o 3 gemme, il cui gambo è tagliato a punta in modo speculare al cuneo, dove viene infilato.

Il tutto viene poi sigillato con del mastice-pece sigillante e poi legato.

Il cuneo va messo facendo attenzione che le due zone sotto corteccia vadano a combaciare per incrementare la probabilità che si attacchi.

TECNICA DELLA GEMMA

Per l’innesto a gemma bisogna fare una incisione a T, verso della fibra e verso traverso, nella corteccia.

Si sollevano i lembi e si inserisce una gemma con un cm prima e dopo di corteccia fra i lembi e si richiude lasciando sporgere la gemma.

Si lega con cordoncino vegetale per fissarlo.


Ora aspettiamo che crescano i frutti!

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Parco di Maggio

E festa fu! Festa multigenerazionale, multitematica, multimediale: bambini con carta e ritagli, giovani writer con murales e graffiti, adulti nel fiore della… maturità con teatro e canti. E un pubblico di tutte le età e da tutta la zona,  raccolto nella cornice verdeggiante degli orti del parco.

I bambini hanno creato come per magia gocce di rugiada con dentro pesciolini, gamberi e granchietti.

 

I ragazzi hanno presentato le loro proposte per i murales del lato ovest del Parco, basati su soggetti ispirati alle opere di Giovanni Segantini: con la discussione di ottimo livello che ne è seguita – presente il Presidente del Municipio 6, partner dell’iniziativa –  nasce anche nuovo ramo di dialogo e di interesse sulla qualità della vita nel verde pubblico, che in questo caso è anche un dialogo intergenerazionale.

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Una lunga collana di canti popolari in costume allineati da un filo conduttore  e interpretati,  con umorismo, bravura e fantasia dagli attori canterini di Unitre: un  musical contadino messo in scena e accompagnato alla chitarra da Giuliana Ceccherini.

Compafnia UNitreApplausi e risate in abbondanza, ottima premessa per il successivo happy hour finale che ha concluso questo lungo, bel pomeriggio degli orti di via Segantini.

Prossimo appuntamento festaiolo: 24 settembre, nella giornata di Green City.

 

 

 

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Attività - I nostri progettiNewsPilloleProgetto Filare alberato Prunus Padusprogetto OasInCittà

Gran bella primavera

• I nostri prunus di via Segantini in gran forma.

• Striscialabiscia. Casetta Gelsomina e nuovi giochi ricavati da legname da recupero

• In arrivo una nuova grande area cani

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NEL GIORNO DEL SOLSTIZIO

Il nostro regalo di Natale arriva oggi, proprio nel giorno del sostizio. Giorno in cui tradizionalmente gli agricoltori fin dal tempo dei tempi (e noi un po’ agricoltori in fondo lo siamo) mettevano un seme, proprio nella  notte più lunga dell’anno, perché da quel giorno il sole si sarebbe a poco a poco rialzato e lo avrebbe irradiato con la sua risorta energia. Quello era il vero regalo.
E anche noi stiamo  parlando di un regalo di energia, la nostra: un regalo che non si scarta e non si mette sotto l’albero, anche se di alberi ne ha già prodotti parecchi. E non è neppure una sorpresa: sappiamo benissimo tutti quanti di che si tratta:  il Parco Segantini.
Pensiamo a dove eravamo solo un anno fa e guardiamo cosa abbiamo fatto succedere nel 2014.
  • Siamo molti di più, fra nuovi iscritti e volontari siamo duecento!
  • Il Comune ha approvato e presentato ufficialmente il nuovo progetto: poi i lavori sono partiti subito, procedendo a ritmo serrato.
  • Nel frattempo, sempre con l’approvazione ufficiale del Comune, abbiamo piantato i 20 prunus e realizzato il sistema di irrigazione: ora gli alberi stanno bene, chissà che bello in primavera.
  • Il Consiglio di Zona ha approvato le nostre proposte per l’OasInCittà e per i Giardini Edibili eche si sono trasformate in due convenzioni con il Comune che ci assegnano piantumazione coltivazione e gestione di 15.000 mq.: più del 20% dell’area complessiva di questo grande parco destinate a progetti innovativi e qualificanti!
  • Quanto all’OasInCittà siamo in procinto di piantumare: qualche centinaio di essenze autoctone e rispettose dell’ambiente sono già pronte e aspettano solo che il terreno, inzuppato dall’eccezionale piovosità degli ultimi sei mesi, si asciughi un po’.
  • Quanto ai Giardini Edibili, nonostante la pioggia, abbiamo inaugurato l’iniziativa sul campo: già da due mesi stiamo lavorando la terra e seminando l’orto sperimentale: 200 mq ci hanno insegnato a lavorare insieme e hanno attirato nuovi volontari, nuovi soci e… anche i bambini delle elementari, che quasi quotidianamente lo hanno visitato e contribuito identificando le nostre prime verdure con i loro cartellini colorati.
  • Ci siamo attivati con Provincia e Comune per salvare la Casetta del Custode del Giorgi dall’immediato abbattimento cui era destinata, e ora stiamo lavorando perché essa sia restaurata e messa a disposizione del Parco e delle associazioni della zona.
Il lavoro non è finito, anzi! Ci sarà un sacco di lavoro da fare nel 2015: saremo ancora di più e faremo ancora meglio. Le idee non mancano, l’energia e la buona volontà neanche.

Ora però è arrivato il momento di prenderci qualche giorno di riposo.

Quindi…

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NewsPilloleProgetto Filare alberato Prunus Padus

Giornata radiosa e l’orto avanza

Mentre le sponde del Naviglio Pavese crollano, il Seveso esonda – com’è noiosamente prevedibile – eccetera eccetera, l’ottimismo predicato venerdì ha vinto e la domenica mattina post alluvionale si è presentata calda, assolata e azzurra.

Giornata radiosa. Cielo sereno, temperatura 14 °, pressione 1040.

Oggi: pochi ma buoni, e più che sufficienti

Oggi: pochi ma buoni, e più che sufficienti

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Cinque prose coperte da tunnels in tnt

Terreno bagnato, ma l’orto ha retto bene anche alle piogge dei giorni scorsi, più che copiose.

Sette volontari sono da considerarsi molti, sia perché le condizioni avverse del giorno prima avevano indotto i più a programmare una domenica diversa – beh, non che le mamme ci tenessero molto a portar bambini a rotolarsi nel fango –  sia perché i lavori da fare erano veramente pochi.

 

Abbiamo rimontato i tunnel e predisposta la seconda area orto per realizzare nuove pose per le scuole elementari, così come si concorderà questo mercoledì nell’incontro di coordinamento con le scuole e Opera in Fiore.

Abbiamo anche visto spuntare le prime piantine di valeriana"

C’è vita nell’ortp!                      Ecco già spuntate le prime piantine di valeriana!

 

 

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Attività - I nostri progettiNewsParco SegantiniPilloleprogetto OasInCittà

Un altro passo l’abbiamo fatto

Giovedì notte il CdZ6 ha approvato le nostre proposte per l’OasInCittà e per i Giardini Edibili.
È un grande passo, che premia definitivamente il paziente lavoro di questi due anni e assegna all’Associazione la realizzazione e la gestione degli impieghi più qualificanti del Parco.

Gestione che vedrà coinvolte altre realtà associative specializzate, in primis Italia Nostra che ci ha fornito in questi anni un’assistenza appassionata, le scuole, in un corollario di iniziative.

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La prossima settimana dovremo entrare nel merito dei test di convenzione per poi procedere alla firma.

Una volta firmato con l’Architetto Rossi dovremo concordare innanzitutto gli aspetti operativi relativi all’accesso alle aree e poi, come già concordato, coordinarsi sugli aspetti progettuali ed esecutivi, incluso il chiarimento relativo alla richiesta al Comune, contenuta nella delibera, di prestare particolare attenzione alla verifica delle bonifiche.

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Il Giardino Edibile di “Parco Segantini”

L’idea progettuale

L’idea di realizzare un “giardino edibile” (orto-frutteto) nel Parco di Via Segantini, nasce dalla sollecitazione dell’Associazione Parco Segantini, all’interno del progetto più ampio che prevede la riqualificazione dell’intera area denominata “Cuore Verde dei Navigli”.   L’area identificata dall’associazione dovrebbe essere quella a lungo il viale dei tigli, immersa nel grande prato verde adibito ad area gioco ed eventualmente frammentata all’interno dell’area in tre sotto-aree di forma quadrangolare.  L’orto-frutteto avrebbe principalmente finalità produttive ma allo stesso tempo si proporrebbe di fungere da aggregatore sociale e da “collante” intergenerazionale, attraverso la  divulgazione di una nuova filosofia di vita e di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e dei tempi della natura. Il giardino edibile dovrebbe avere anche un’importante funzione paesaggistica e quindi ospitare elementi decorativi come fiori e arbusti o piante da frutto e aromatiche. Oltre alla parte adibita propriamente ad orto sarebbe interessante dedicare un’area a frutteto comunitario impostato per l’auto-raccolta (pick your own). giardino-edibile_640x260

L’orto secondo Slow Food

Sono quattro le funzioni principali che un orto slow deve riflettere: essere rispettosamente produttivo, essere bello e funzionale, essere malleabile e capace di adattarsi all’interno di contesti cittadini e metropolitani e, infine, essere un punto di incontro, dove l’educazione e l’inclusione sociale siano obiettivi da ricercare.   Slow Food ormai da alcuni anni si occupa di orti e di orticoltura sostenibile. L’ha fatto, in Italia, con un’iniziativa rivolta ai più giovani, costruendo una rete di orti scolastici e un progetto chiamato Orto in condotta. Il nome – che evoca l’otto in condotta – non ha altro scopo che richiamare l’ambito scolastico nel quale il progetto si sviluppa e, al contempo, collegarlo con il termine “condotta” al mondo associativo di Slow Food.  Molte condotte di Slow Food hanno nel tempo attivato iniziative locali, mutuando l’esperienza degli orti scolastici e coinvolgendo maggiormente gli adulti in orti sociali, collettivi e in altri progetti, ancora di sostegno all’agricoltura, come gruppi di acquisto e comunità di supporto. Per sua natura, infatti, l’orto permette di riunire allievi e studenti, genitori e insegnanti, produttori locali e ricercatori. E più in generale, un pubblico al quale trasmettere una nuova sensibilità verso le tematiche dell’alimentazione di qualità e del consumo consapevole e informato. Nei nostri orti si lavora per fare crescere quelli che ci piace definire co-produttori, coloro che non subiscono il cibo, ma ne fanno fonte di impegno, di ricerca e di piacere. In tal senso possiamo parlare di una rivoluzione nell’orto, che avviene in maniera pacifica e piacevole, spontanea e lenta, e ci auguriamo sia duratura e capace di coinvolgere tante persone.

Progettazione e suddivisione degli spazi

L’orto-frutteto che andremo a proporre sarà basato sui principi dell’agro-ecologia e della sostenibilità ambientale. Molta attenzione andrà posta sull’utilizzo delle risorse al fine di evitare sprechi.   L’area identificata sarà situata all’interno del parco urbano in un terreno in pianeggiante, ben esposto al sole lungo un viale alberato di tigli. Oltre che dagli abitanti della zona, l’area verrà fruita in misura privilegiata dalle abitazioni prospicienti al parco, sarà quindi importante, come già sopra descritto, valorizzare gli aspetti paesaggistici e decorativi anche attraverso utilizzo di essenze, che durante le stagioni esprimano una varietà di colori e forme piacevoli alla vista. La forma del giardino edibile potrebbe essere regolare, suddivisa in tre grandi riquadri all’interno dei quali si potrebbero progettare aiuole di forma poliedrica, riprendendo le geometrie e utilizzando gli stessi materiali degli altri spazi costruiti del parco (anfiteatro, allestimenti). Potrebbe essere utile (da verificare regolamento comunale in merito agli orti urbani) lavorare su cassoni rialzati utilizzando terra di riporto.

Piante da frutto siepi e arbusti

Siepi di arbusti e piante da frutto daranno un senso di movimento e di verticalità all’orto. Fiori, frutti e bacche di piante e siepi serviranno inoltre da rifugio a piccoli roditori e insetti utili, attirano uccelli e api: conferiranno verticalità, movimento, colori e frutti.  Come già accennato nel paragrafo antecedente, sarebbe interessante realizzare un frutteto comunitario, che segua le stesse logiche dell’orto per quanto concerne la modalità di gestione e raccolta. Si potrebbe pensare di piantare ciliegio e pesco che oltre ad avere magnifiche fioriture, danno molta resa se progettati fin dall’inizio per il pick your own con forme di allevamento in volume, cercando di contenere la chioma al fine da agevolare una raccolta manuale. Molto interessanti potrebbero essere anche i piccoli frutti: fragole, lamponi, mirtilli e more da rovo; in particolare si consiglia il lampone rifiorente che richiede poca manutenzione e per tutta l’estate colora gli arbusti con i serbevoli frutti da consumare freschi nella macedonia o col gelato oppure da destinare alla preparazione di ottime confetture. Gli arbusti mirtillo, oltre ad avere frutti blu intenso ricchi di vitamina C e antociani, in autunno diventano rosso purpureo creando bellissime macchie di colore.  Altri arbusti interessanti sono la buddleia (che attira le farfalle), il corniolo, che fiorisce presto e, quindi, è di supporto alle prime api primaverili ancora intorpidite, l’olivello spinoso (interessante anche per il succo delle bacche) e, infine, il sambuco, che potrà servire per la preparazione di gelatine, sciroppi e anche frittelle. Per perimetrare e “proteggere” orto e frutteto” si potrebbero realizzare siepi vive di rovo.

Apiario

All’interno di una delle aree a frutta, si potrebbe pensare di inserire qualche arnia. Le api oltre a essere fondamentali per l’impollinazione delle piante da frutto, potranno essere oggetto di laboratori e percorsi educativi per grandi e piccini.

Sovescio e pacciamatura

Durante i mesi invernali è suggerita la copertura vegetale con specie da sovescio che dovrebbe produrre una serie di effetti positivi al terreno, oltre ad essere più gradevole alla vista rispetto a un terreno nudo. Nel corso della stagione produttiva è raccomandabile mantenere uno strato di copertura sul terreno, tra le fila di ortaggi, con materiale pacciamante, al fine di evitare un’eccessiva perdita d’acqua per evaporazione e il prolificare di erbe che andrebbero a competere con le colture.

Successioni e produzioni nell’orto

Durante i mesi invernali sarà necessario fare una corretta pianificazione delle colture che saranno seminate nella  stagione successiva.  Nel corso della stagione produttiva sarà opportuno monitorare e registrare le quantità prodotte per ogni coltura, al fine di realizzare una programmazione più precisa nella stagione successiva (diario dell’orto).   Sarà opportuno realizzare intorno ai cordoli esterni di alcune aiuole delle bordure di fiori: papaveri, nasturzio (che tiene lontano gli afidi)tageti.  Per l’acquisto di sementi e piantine (possibilmente biologiche o non trattate, e comunque di buona qualità), è importante individuare un vivaio di fiducia. Sono da preferire varietà locali o ben adattate alla zona, generalmente più resistenti.   I primi passi sono fondamentali e nell’impostazione di un orto anche piccoli dettagli potrebbero decretare il successo o il fallimento di quanto ci si accinge a fare.

Irrigazione e compostiera

Impianto d’irrigazione: dovrebbe essere disponibile una derivazione di acqua potabile che dalla cascina potrebbe essere facilmente trasportata all’orto. Sarà necessario progettare un impianto che utilizzi al meglio l’acqua al fine di evitare sprechi. Un utilizzo oculato dell’acqua farebbe rientrare il bilancio energetico dell’orto nei parametri della sostenibilità, ambientale ed economica. Compostiera: in un luogo riparato, non molto distante dall’orto, sarebbe opportuno realizzare una compostiera. Assommato al bilancio idrico, l’attivazione della compostiera ottimizzerebbe il bilancio energetico dell’orto.

Gestione di orto, frutteto ed apiario comunitario

La gestione di orto, frutteto e apiario deve essere collettiva. E’ importante stabilire le regole di gestione all’inizio e sin dalle prime fasi di progettazione va coinvolto il gruppo di persone che gestirà l’orto. Si potrebbe ipotizzare un gruppo di gestione “misto” prevalentemente volontario ma affiancato per alcuni tipi di operazioni da tecnici specializzati ed eventualmente da cooperative di tipo B. Una parte del raccolto è da destinarsi alle persone che a titolo volontario si occupano della gestione dell’orto. Una parte del raccolto, in particolare la frutta, potrebbe essere venduta ai raccoglitori occasionali e con il ricavato si andrebbero a finanziare le operazioni di gestione del frutteto e parti delle operazioni di gestione dell’orto. L’apiario potrebbe essere gestito da un apicoltore.