Il cuore boschivo del Parco Segantini

L’Oasi del Parco Segantini è un’area naturalistica di circa 10.000 mq che costeggia la Roggia Boniforti. Un bosco dove la natura riprende i suoi spazi nel cuore di Milano, offrendo servizi ecosistemici: dalla purificazione dell’aria alla mitigazione del calore urbano, all’assorbimento della CO2, fino alla rigenerazione della biodiversità.

I nostri alberi

Abbiamo bisogno di alberi…

L’Oasi è un ponte ecologico tra la città e la campagna. Tra i nostri partner in questo viaggio, il Centro Forestazione Urbana (CFU), guida del progetto, ci ha insegnato a guardare l’albero nel tempo, a immaginarlo cresciuto, a capire lo spazio-tempo della natura. 

Ci ha insegnato che la vita è trasformazione e le scelte reversibili. 

Cosa vogliamo: un bosco fitto, alberi alti in un prato, arbusti bassi coperti di rovi, piante che fioriscono per mantenere gli impollinatori. Tutto possibile.

Nel 2025 abbiamo ri-piantumato una zona dell’Oasi devastata dal temporale di luglio 2023 con le piante messe a disposizione da Forestami.

Abbiamo scelto di mantenere la zona vicino al ponte a prato spontaneo, dove le erbe e i fiori selvatici possono completare il loro ciclo vitale, un osservatorio di biodiversità.

Abbiamo costruito delle “Stanze Verdi”, luoghi per trovare riparo dal sole, che ora sembrano dei cerchi magici di salici e rampicanti. Un luogo dove sostare, rallentare, meditare.

Una tecnica di “siepe morta” realizzata con rami di potatura che, decomponendosi, offrono un habitat perfetto per piccoli mammiferi, insetti e funghi, accelerando la nascita di nuova vita. Hanno una triplice funzione: da barriera, da deposito di sfalci e ramaglie e da riparo per la piccola fauna. L’economia circolare della biodiversità.

Tra gli oltre 1.400 alberi messi a dimora, spicca il vecchio Gelso, simbolo della tradizione agricola lombarda. È talmente bello che dovrebbe essere riconosciuto come albero monumentale. Ci potete aiutare?

Abbiamo recintato una zona per poter ospitare le arnie delle api mellifere, che richiedono spazi di rispetto.

Il nostro lavoro

Cosa facciamo nell'Oasi

In alcune zone puliamo il sottobosco... in altre lasciamo crescere indisturbati i polloni, rovi e rampicanti.

Lungo la Roggia tagliamo l'erba e la vegetazione spontanea per rendere il percorso più agevole.

Ripariamo e manteniamo le siepi e le recinzioni, quando serve piantiamo alberi e arbusti o rimuoviamo alberi caduti.

Ospitiamo scolaresche e progetti di ricerca dell'università.

Installiamo casette per ospitare uccelli come le cince e ospitiamo le arnie.

Puliamo! Non è facile tenere uno spazio aperto, disponibile a tutti, pulito e gradevole. Bastano pochi che trattano la roggia da discarica per rendere il luogo meno piacevole. Ma abbiamo la fortuna di avere dei fantastici amici che ci aiutano con raccolte di “rumenta”. Ringraziamo WAU per il suo indefatigable sostegno e aiuto.

Venite ad aiutarci quando organizziamo la raccolta dei rifiuti dalla roggia!

Scienza e ricerca

Un laboratorio a cielo aperto

L’Oasi è oggetto di costanti valutazioni scientifiche e collaborazioni qualificate. Collaboriamo con il CFU (Centro di Forestazione Urbana)  di Italia Nostra, Unimib, Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze BtBs, National Biodiversity Future Center (NBFC), l’Università Bocconi Cergas Centre for Research on Health and Social Care Management e il Politecnico di Milano DAStU.

Inoltre, l’Oasi ospita le centraline di MilanoSmartPark per monitorare la qualità dell’aria che si respira.

Guarda i progetti realizzati e in corso:

Butterfly Effect: infrastructures and tools to connect biodiversity and society via pollination service.

"F.AIR – Fragile Air" Qualità dell’aria e popolazioni vulnerabili.

Relazione LIPU sull'avifauna del Parco Segantini di Milano.

"Monitoraggio delle comunità animali di vertebrati (uccelli, micromammiferi, chirotteri) in aree forestali urbane e peri-urbane della Città Metropolitana di Milano".

Impatto ambientale intervento Parco Segantini.

Scopri l’oasi…

…con i nostri percorsi

Percorso cinque sensi: nella nostra Oasi in Città potrai vivere un vero e proprio viaggio sensoriale che ti aiuterà ad intensificare la tua visita, approfondire la coscienza della natura e la bellezza che ci circonda.

Abbraccia un albero: questa pratica si chiama Shinrin-Yoku ed è molto praticata nei paesi asiatici, soprattutto in Giappone, dove è equiparabile quasi alla nostra aromaterapia.

Riconosci un albero: la nostra Oasi in città brulica di alberi diversi che scatenano la curiosità di grandi e piccini. Per questo, organizziamo giornate in cui si imparano a riconoscere gli alberi presenti e accompagniamo i percorsi con cartelli che aiutano i fruitori a destreggiarsi tra le specie. 

Apprezza un albero: perché fa bene stare fra gli alberi.

L’arteria vitale dell’oasi

La Roggia Boniforti

La Roggia Boniforti rappresenta una delle testimonianze più significative dell’antico sistema idrico milanese. Si tratta di una canale artificiale di origini antiche, nato come derivazione dal Naviglio Grande e il suo nome deriva probabilmente dalla famiglia Boniforti, che nel passato deteneva i diritti sulle acque a Milano.

Per gran parte del Novecento, la roggia ha segnato il confine e servito i terreni dell’Istituto Sieroterapico Milanese. Con la chiusura dell’istituto nel 1993 e il successivo abbandono dell’area, la roggia è rimasta “nascosta” dalla vegetazione spontanea, diventando un corridoio ecologico involontario dove la natura ha ripreso il sopravvento. 

Nella primavera del 2013, durante i lavori di bonifica dell’area, quasi tutti gli alberi storici vennero abbattuti. Questo scatenò l’insurrezione dei cittadini del quartiere e ne derivò il progetto di rimboschimento: l’idea che la fascia prossima alla roggia non dovesse essere un semplice giardino, ma un’area naturalistica (Oasi) che ricreasse le condizioni per il ritorno della fauna spontanea preesistente. 

Ad oggi, l’obiettivo dell’Associazione Parco Segantini è regalare al visitatore la sensazione di camminare su una riva fluviale, un’immersione sensoriale che persiste anche nei periodi di secca.

MA COM’ERA PRIMA ?