Categoria: progetto del parco

z3xmi.it interviosta parco segantini
EventiParco Segantiniprogetto del parco

In zona 3 si parla del Parco Segantini

Siamo stati invitati a raccontare la nostra esperienza di collaborazione cittadini-amministrazione comunale sabato 14 marzo, al circolo Acli di Lambrate alle 16:00. L’evento è preceduto da un’intervista sul giornale di zona z3xmi.it, che potete leggere al link http://www.z3xmi.it/pagina.phtml?_id_articolo=8270-Il-Parco-Segantini.html#.VQLq_kLwOGT

L‘articolo inizia con una lusinghiera presentazione

“Sono partiti in pochi, ma hanno fatto un lavoro straordinario coinvolgendo molti cittadini, ma anche associazioni, scuole e realtà di zona anche private.  Hanno superato gli ostacoli di budget, le difficoltà burocratiche e amministrative e soprattutto hanno realizzato nella pratica quotidiana, senza clamori, un’esperienza di partecipazione attiva alla vita sociale e alle scelte per la città che merita una grande attenzione perché può essere d’esempio ad altri percorsi possibili.”

…  e termina con questa nostra conclusione

Tutto quello che facciamo parte da due convinzioni.
La prima è che la collaborazione fra cittadini e amministrazione pubblica funziona in quanto i cittadini, anziché sostituirsi, ambiscano ad aggiungere valore a ciò che il Comune sa, può e deve fare.
La seconda è che un parco è molto di più di un semplice insieme di prati, piante e panchine: è un luogo dove i cittadini possono intessere relazioni e creare comunità.
L’esperienza che stiamo facendo queste due convinzioni le conferma e le rafforza.

NGTC containers wifi
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Premiate le idee migliori per l’area Wi-fi

La collaborazione fra diverse realtà del territorio fa bene al territorio: questa è la “linea” della nostra associazione, e ancora una volta ha prodotto un’esperienza bella e positiva. Ma andiamo con ordine. NABA, Opera In Fiore  e noi, insieme per risolvere un’area “difficile” del parco: quel triangolo verde fra la parete sud del civico 26 di via Segantini e piazza Belfanti. Un’area non piantumabile con alberi alti perché lo spessore del terrenoche si stende sopra i box è troppo sottile. Qui il progetto del Comune ha previsto un punto di ritrovo, tipo chiosco, realizzato con container abitativo e servizio di wifi. Ed è qui che è nata l’idea: progettare qualcosa di che sia bello da vedere (un container abitativo proprio bello non lo è) e piacevole da frequentare, coerente con il progetto generale del parco (i giardini edibili e l’OasIncittà, ma anchei percorsi dei cinque sensi, vi ricordate?) e  gestibile dai cittadini e dalle loro associazioni. E che sia economico, ovvio… Insieme a Opera in Fiore, cooperativa sociale che organizza lavoro orticolo per diversamente abili e carcerati, che già collabora con noi per i Giardini cedibili, ci siamo rivolti al  NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti dirimpettaia del parco lungo via Segantini. Vered Zaykovsky ha accolto l’invito e raccolto la sfida coinvolgendo tre docenti del corso di Urban Design: Stefano Boccalini, Germana De Michelis e Hagit Pincovici Questi sollecitano i loro  studenti (ragazzi che vengono da tutto il mondo per studiare il design nelle sue diverse declinazioni)  a formare dei gruppi di progetto che parteciperanno a un contest, e il progetto vincente sarà la base per la realizzazione definitiva.
NGTC Green Project 1

The Green Projector, di Assya Dobreva, Mirela Atanassova. Molto completo e anche molto ben presentato, si inserisce nel verde e nelle altre attività del parco: luogo di ritrovo bello e piacevole, e già pensato per diventare l’info point dei Giardini Edibili e dell’OasInCittà.

I ragazzi hanno raccolto la sfida con determinazione, passione e competenza, e al termine, dopo alcuni incontri di pre-presentazione dei lavori in corso, utili per mettere meglio a fuoco la rotta da seguire, sono venuti fuori una dozzina di progetti. Progetti di ottimo livello e anche presentati molto bene e professionalmente, con rendering e dettagli, preventivi di costo e tutto il resto. Ciascuno a modo suo sorprendente per la quantità e la quantità di idee ma anche per la capacità di restare all’interno delle specifiche di fattibilità  che i loro docenti hanno saputo far rispettare: insomma, creativi sì, ma anche pratici.

Do It Yourself,di Jelena Bottani, Giulia Ducale, Cansu Goksu. Nodo di partenza per i percorsi del Parco, polifunzionale, componibile e trasformabile.

Molto difficile, per noi della giuria (insieme all’organizzatrice del contest Vered Zaykovsky e Alessandra Rossi del settore Parchi e Giardini del Comune di Milano ) è quando abbiamo dovuto scegliere:perché l’altra faccia del “scegliere” (ahinoi) è lo “scartare”, e francamente non ne avremmo voluto scartare nessuno.
Tutto cartone e totale riciclabilità: un progetto spartano e originale.

Panta Rei, di Alberto Uliassi, Théo Bergeon, Elena Frigerio. Tutto cartone e totale riciclabilità: un progetto high tech spartano e originale.

Tre sono i progetti vincitori, il primo The green projector e a pari-merito Do it yourself e Panta Rei 2.0. Dal verde dominante al fil rouge che ‘cuce’ il Parco sino al cartone in continua evoluzione, tre idee forti e coraggiose.
Ecco i tre certificati rilasciati agli autori dei progetti vincenti.

Ecco i tre diplomi per i vincitori

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Attività - I nostri progettiParco Segantiniprogetto del parcoprogetto Giardini Edibili

L’Orto sperimentale.

Partenza in quarta per il lavoro nell’Orto Sperimentale, con la partecipazione di una trentina di volontari. Il tempo è stato molto benevolo, e la mattinata operosa. Molta allegria e voglia di fare: un’ottima partenza!

Cos’è l’Orto Sperimentale?

Un piccolo orto di 200 mq. che coltiveremo per allenarci finchè non ci saranno consegnate le aree definitive. L’orto sperimentale sarà quindi attivo fino alla raccolta di quanto seminato, si pensa entro marzo. Infatti, domenica scorsa, 26 ottobre, abbiamo iniziato. APSge 2014 autunno 1820lr

Insomma, se anche il Comune sarà un po’ in ritardo (non più novembre, ma fine dicembre), noi non ce ne staremo con le mani in mano! Non solo,  ma trasformeremo questo ritardo in un’opportunità, esercitandoci in un piccolo orto sperimentale di circa 200 mq  in modo da arrivare sulla ben più impegnativa area di 3000 mq con molta più pratica nelle tecniche, nell’organizzazione e nella coesione del gruppo.   Questa esperienza e la formazione del gruppo di lavoro saranno un passaggio essenziale per avviare nel modo giusto l’attività definitiva. Infatti quando avvieremo i giardini edibili nei 3000 mq, verso gennaio, saremo più esperti, la squadra di volontari sarà affiatata e nel frattempo avremo già attrezzato l’area definitiva con le infrastrutture necessarie: recinzioni, pergola e impianto automatico di irrigazione.

Galleria fotografica

(Clicca sulle immagini per ingrandirle)

Il Parco è ancora una prateria selvatica, ma… chi sono tutte quelle persone là in fondo? Siamo noi! Già al lavoro…

 

La recinzione delimita un’area di 200 mq: è l’orto sperimentale che ci serve per imparare come si fa e a lavorare insieme.

Il lavoro è tanto, tutti sono concentratissimi. Non ci si accorge neanche dei fotografo.

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Volontari e… volenterosi. Ma anche guardando si imparano tante cose, vero bimbi?

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Anche i più giovani si danno da fare per aiutare i grandi. E sembrano divertirsi parecchio!

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L’abbigliamento del perfetto agricoltore: scarponi, guanti e… felpa firmata?

Molte new entry nel  volontari: energia, entusiasmo e tanta allegria nella folta rappresentanza di via Lombardini e dintorni!

Note operative

Il terreno è moderatamente compatto e argilloso, coperto da un cotico erboso. Dobbiamo lavorarlo per renderlo più sciolto,  arieggiato, facilitando la germinazione dei nostri semi ed eliminare tutte le erbacce che, altrimenti, andrebbero a competere con le nostre colture. Inizieremo con l’utilizzo della vanga-forca: si conficca l’attrezzo fino all’attaccatura del manico 5 cm alla volta. Le erbacce che sradichiamo con questa operazione vengono tolte e possono essere  seccate e utilizzate come pacciamatura o per produrre compost. Se  questa operazione risulta difficoltosa andremo ad interrarle direttamente mentre rivoltiamo le zolle di terra con la vanga-forca. Prima di lavorare il terreno con la vanga forca, se è possibile, spandiamo letame per migliorare le condizioni del nostro terreno Una volta finita questa operazione su tutto il nostro terreno, procediamo con il tracciamento delle prose. Le prose non devono mai essere calpestate da nessuno e per nessun motivo, perciò la loro larghezze non deve superare 100 cm (braccia fino a metà della prosa) e 80 cm nel caso di prose dove lavoreranno bambini. Non devono essere nemmeno troppo lunghe, altrimenti per passare dall’altra parte occorre camminare non poco, pensiamo a circa 5 metri. Le prose andranno ulteriormente lavorate con sarchiatore a 3 denti ricurvi per sminuzzare il terreno e in seguito si passa sulle prose con rastrello A questo punto potremo iniziare a seminare.

Cosa semineremo

Per ottenere i primi raccolti entro marzo semineremo spinaci, aglio, lattughe, cavolo verza, cime di rapa, erbette e valeriana.

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Viale delle Sofore: si fa!

Abbiamo molto insistito con il Comune perché fossero superati i  tentennamenti sulla possibilità di inserire nel primo turno dei lavori anche il viale delle sofore lungo il retro delle case nuove di via Segantini.

Creare un doppio filare di alberi e relativo viale pedonale su quel lato del Parco è un primo  passo fondamentale per la sistemazione paesaggistica e per un sereno godimento dell’area.: infatti, una volta aperto ai cittadini, il nudo fronte rappresenterebbe una barriera, un vero e proprio pugno nell’occhio.

Sembrerebbe che ce l’abbiamo fatta. Da questa mattina la ruspa è al lavoro per tracciare il viale: un primo passo  che fa ben sperare… Ringraziamo il Comune che ci ha ascoltato.

 

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Una sofora c'è già nel Parco: si trova nel prato lungo via Segantini, all'altezza del "Tronco"

Una sofora c’è già nel Parco: si trova nel prato                            lungo via Segantini, all’altezza del “Tronco”

 

 

 

 

 

 

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Ciclopedonale in dirittura d’arrivo.

Il Parco adesso ha preso forma, almeno nel suo lato ovest. I tracciati ciclopedonali sono ormai fatti e così pure la predisposizione all’illuminazione.

Un po’ più indietro per la viabilità sul lato est: è da oggi che hanno cominciato a lavorare nel viale delle Sofore (inizialmente tracciato, poi ricoperto di terra, poi di nuovo rintracciato percorso dalla ruspe): per il momento ci stanno solo mettendo un tubo. Speriamo che sia di buon auspicio: l’alberatura di questo lato comporterebbe un radicale mutamento (migliorativo) paesaggistico.

Nessuna novità dalla Provincia sulla casetta: dal canto nostro abbiamo raccolto e accolto la dichiarata totale contrarietà del nuovo Preside del Giorgi al suo abbattimento, ma il destino è nelle mani delle trattative in corso fra il Comune e la Provincia.

Ne parleremo (e speriamo con qualche nuova positiva) il 28 all’Open Day dell’Associazione , dalle 10 del mattino alle 18:30 all’Ex Fornace di Alzaia Naviglio pavese,

insieme a tutte le altre cose (tante!) che riguardano il Parco e le nostre iniziative (tante) che finalmente possono entrare in fase di realizzazione. Con la collaborazione di tutti.

posa di una canalizzazione nel viale delle Sofore

posa di una canalizzazione nel viale delle Sofore

 

 

Parco Segantiniprogetto del parco

Casetta Giorgi: lettera all’Assessore

Il 28 agosto il Comune (urbanistica) ha chiesto alla Provincia la cessione in uso della Casetta “per l’esercizio di attività coerenti con quelle da avviare nel Parco di prossima apertura”. A rinforzo, in quanto soggetto attivo per la realizzazione del Parco, abbiamo chiesto all’Assessore all’edilizia scolastica della Provincia di Milano, Marina Lazzati un ripensamento sulla decisione di abbattere la “casetta del Custode” e i suoi alberi. Ecco il testo. Potrà essere utile che ci mandiate quante più email  di appoggio a questa richiesta a salvaguardia del patrimonio architettonico e funzionale della città. Recesso convenzione tra Istituto Giorgi e Associazione Parco Segantini per l’uso della  “casetta del custode” Gentile assessora, il giorno 27 agosto u.s. il preside dott. Ruggeri dell’Istituto Giorgi, ci ha anticipato verbalmente che ci verrà inoltrata richiesta di liberare i locali siti nella “casetta del custode”, che ci erano stati consegnati in forza di una convenzione sottoscritta dallo stesso Istituto tecnico Giorgi e la Associazione Parco Segantini Onlus. La nostra Associazione Parco Segantini Onlus é stata creata da cittadini,  che nel corso degli ultimi due anni hanno collaborato con il Comune di Milano e in particolare con il CdZ6 nel “Laboratorio di progettazione del Parco ex Sieroterapico”, attività che ha portato non solo alla progettazione, ma anche all’avvio della realizzaione del Parco stesso, come risultata dal Progetto licenziato dal Comune di Milano e dalle opere in corso. La nostra attività si è sviluppata su più fronti, tant’è che stiamo sottoscrivendo con Il Comune di Milano due convenzioni per la realizzazione e gestione sia dell’ “Oasi in città”, per il recupero di circa 15.000 mq di area naturalistica, che gestiremo con Italia Nostra, sia dei “Giardini edibili” per l’attivazione di circa 3.000 mq di orti collettivi, che gestiremo in collaborazione con i cittadini, con le scuole e la collaborazione di Slow Food Milano. La nostra attività é documentata sul sito www.parcosegantini.it. Abbiamo sottoscritto con l’istituto Tecnico Giorgi una convenzione, che le alleghiamo, finalizzata ad avviare il “Fab/Lab o laboratorio tecnologico del verde”, attivando una stretta collaborazione tra cittadini, allievi, docenti e imprese per lo sviluppo e la implementazione di progetti utilizzanti le nuove tecnologie, quali in particolare il disegno e la stampa a 3D e l’uso di strumenti, elettronici quali Arduino e Raspberry PI. Abbiamo ristrutturato dei locali nella ” casetta del custode ” e stiamo avviando:
  • una serie di Laboratori per il coinvolgimento di cittadini e studenti
  • un concorsoper studenti per premiare la realizzazione di applicazioni tecnologiche al verde
  • presenteremo il tutto il 28 settembre all’ex Fornace di Alzaia NaviglioPavese 16 in un open day, al quale la sua parteicipazione e quella di suoi collaboratori sarebbe oltremodo utile e benvenuta. Peraltro la rivista di settore “3D Printing” già ha pubblicato un articolo citandoci quale buona pratica per realizzare utili connessioni tra Istituti tecnici, impese e Fab/Lab.
In sostanza riteniamo anche di aver avviato una attività utile ed innovativa per la crezione di opportunità di lavoro degli studenti dell’Istituto Tecnico. Infine le rappresentiamo il nostro rammarico di apprendere che volete procedere all’abbattimento di alberi importanti (magnolie e platani) nelle aree in fregio al Parco, per esigenze di bonifiche. L’esperienza realizzata con il Comune di Milano ci rafforza nella convinzione che si possano realizzare efficaci bonifiche con metodi non invasivi e non devastanti, applicando conoscenze tecniche, professionalità e buona volontà di ascolto. Potrà quindi comprendere quanto ci abbia stupito l’invito, ancorché informale, di sgombero dei locali appena ristrutturati, anche in presenza di una convenzione che prevede  delle precise clausole ordinanti il recesso. Peraltro non risulta esserci l’immediata esigenza di utilizzo delle aree bonificate per l’edificazione di altri edifici, mentre si ravvede l’esigenza di utilizzare, seppure temporaneamente, gli edifici esistenti a fini educativi e per rimediare alla mancanza di palestra per studenti. In sostanza non ci paiono del tutto chiare le motivazioni di interventi richiesti con tanta urgenza. Siamo quindi a richiederle:
  1. di rinviare l ‘abbattimento della  “casetta del custode”
  2. di approfondire i criteri adottati per l’attuazione della bonifica, rendendola più puntuale e meno invasiva
  3. che venga data continuità al nostro temporaneo uso dei locali oggetto di convenzione
  4. che venga approvata la recente richesta del Comune, inoltrata  il 28 agosto u.s., per la cessione in uso dell’immobile per l’esercizio di attività coerenti con quelle da avviare nel Parco di prossima apertura.
  Siamo certi che potrà condividere la sostanza delle suddette motivazioni e argomentazioni a sostegno delle nostre richieste e possibilmente provvedere di conseguenza.
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Parco Segantiniprogetto del parco

SALVIAMO LA CASETTA DEL GIORGI E I SUOI ALBERI

Con una fretta ingiustificata e francamente sospetta, la Provincia ha deciso di procedere all’abbattimento della casetta storica e degli alberi ad alto fusto che la attorniamo.

Ricordiamo che:

a. il progetto ufficiale del parco del comune di marzo 2014 prevede e auspica l’uso della casetta stessa a favore del parco sud.

(questa intenzione è confermata dal fatto che il Comune si è mosso presso la provincia per chiarire la faccenda)

b. La casetta è un edificio storico, e fra l’altro particolarmente grazioso, in perfetto stato di salute, ed è già utilizzato dalla nostra Associazione – che ha già anche provveduto a operazioni di imbiancatura e ricredo)all’interno di una convenzione regolarmente sottoscritta con l’istituto Giorgi che ne è il gestore)

c. che gli alberi ad alto fusto attorno alla casetta sono le uniche piante adatto fusto sopravvissute nell’area del Parco.,

d. che la Provincia è un ente in fase di disarmo, e proprio per questo la fretta di compiere questa azione è strana e francamente piuttosto “sospetta”: quando mai  un ente in chiusura si affretta a sostenere i costi di un’operazione che può tranquillamente lasciare il “eredità” a chi verrà dopo (l’area metropolitana)?

Ciò ricordato, noi di Associazione Parco Segantini, mobiliteremo  tutte le nostre forze (soci e sostenitori) per contrastare questa ennesima pratica di cieca distruzione dell’esistente.

In tutti i paesi civili le amministrazioni rispettano il territorio recuperando quanto già c’è , soprattutto se di valore storico, e limitando allo stretto indispensabile il consumo di territorio dovuto a nuove costruzioni.

Questo noi vogliamo per il “nostro” Parco e per l’Italia.

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Attività - I nostri progettiParco Segantiniprogetto del parcoProgetto Filare alberato Prunus Padusprogetto OasInCittà

Buone Notizie Buone Vacanze!

I lavori previsti nel Parco procedono con un buon ritmo: percorsi ciclo pedonali, tubazioni per illuminazione, acqua, fogna, e energia elettrica sono in fase di posa.

L’incontro con il Presidente del Consiglio di Zona sulla sicurezza nel Parco è stato positivo, ed ha avviato uno confronto di collaborazione per esaminare e risolvere le criticità.

Le nostre convenzioni con il Comune (Oasi e Giardini) hanno ottenuto tutti i pareri positivi degli uffici tecnici comunali. Dall’ 1 al 4 settembre saranno esaminate in Commissione del CdZ6 per essere sottoposte per l’approvazione definitiva nel Consiglio dell’11 settembre.

Confortati dall’andamento positivo dell’iter amministrativo, abbiamo intavolato con altre associazioni (Slow Food, Italia Nostra, Boscoincittà) confronti e accordi per un piano di lavori che sommi le diverse competenze di ciascuno in modo da avviare una gestione di eccellenza dei giardini e dell’oasi.

Un articolo della rivista “3D Printing Creative” elogia l’iniziativa di avviare la collaborazione tecnica con l’Istituto Giorgi. Un segnale positivo per l’iniziativa di domenica 28 settembre all’ex Fornace.

Infine, abbiamo prontamente riparato i piccoli danni che i lavori sulle tubazioni dell’acquedotto avevano (inevitabilmente) provocato all’impianto di irrigazione dei nostri Padus lungo la via Segantini.

Insomma: va tutto bene!
Buone Vacanze.

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Parco Segantiniprogetto del parco

È GIÁ UN’ALTRA COSA

L’ avanzamento dei lavori in una sola giornata dimostra che il terreno del parco avrebbe potuto essere pronto in una/due settimane: mesi e mesi (e forse anche anni) prim. Infatti l’area è stata “arata” e dissodatai per circa 2/3, mentre intanto sono andati avanti anche i lavori lungo il perimetro.
Forse comincia ad aver senso parlare un po’ più in dettaglio del nostri progetti e vedere quali le attività i volontari dell’associazione potrebbero (il condizionale è d’obbligo e anche un po’ scaramantico) fare nell’autunno.

Cominciamo con L’oasInCittà, l’area naturalistica lungo lungo la roggia Boniforti.
Il progetto di sistemazione, che abbiamo fatto insieme al Centro di Forestazione Urbana (Italia Nostra – Boscoincittà), prevede di installare solo alberi autoctoni di piccola dimensione a distanza di 20 m uno dall’altro e una molteplicità di arbusti. In una piccola porzione dell’oasi si vorrebbe creare un piccolo stagno per ottenere una zona di riproduzione degli anfibi (e relativi concertini serali estivi) derivando acqua dalla roggia.
Nel boschetto, al di là la ringhiera metallica in puro stile Navigli, si vorrebbe inoltre ripristinare la chiusa abbandonata della roggia e riattivarne così il ramo secondario, in modo da ricreare un’isoletta che funga da riparo per animali selvatici e anche da spazio gioco per i bambini.
Per quanto riguarda la stretta fascia compresa tra la roggia e i retri degli edifici industriali di via Argelati, tuttora non completati, il Comune studierà la possibilità di allargare il passaggio ad almeno 1,20 m per potersi ricollegare con l’attuale Parco Argelati.
Vediamo ora le attività per l’autunno per i volontari dell’Associazione
– in settembre-ottobre potranno proseguire i lavori di pulizia della roggia e del boschetto al di là della cessata in legno
– in novembre-dicembre si potranno mettere a dimora di alberi giovani e cespugli nell’area tra il percorso ciclopedonale e la roggia. Le piante saranno state ordinate a fine luglio, verificata la tempisitica del cantiere.
Il Comune consentirà l’accesso pedonale e carraio ai volontari dell’APS lungo il costruendo percorso ciclopedonale da via Segantini (canneto), delimitando il percorso stesso con paletti e nastro bianco e rosso per evitare che i volontari entrino nell’area di cantiere.

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Fervono i lavori

Un fervore mai visto prima: solo ieri abbamo dato notizia dell’avvenuto incontro con il Settore Verde e Agricoltura, e oggi ben quattro macchine presenti (e tutte funzionanti), più la squadra che sta ultimando il ponte sulla Roggia.

E c’è pure la raccolta manuale dei sassi.
Meglio tardi che mai!

La costante e assidua attività di monitoraggio, documentazione e segnalazione (al Consiglio di Zona e al settore Verde e Agricoltura) svolta dall’Associazione, e intensificata in questi mesi man mano che i ritardi si accumulavano. è servita a qualcosa!

Quindi continueremo a progettare, stabilire connessioni con enti privati e pubblici, organizzare volontariato, controllare e monitorare avanzamenti e qualità dei lavori, e anche i comportamenti dei fruitori. Come prima più di prima!

 

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