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Preparato il terreno per il secondo orto sperimentale

L’ottimismo ha vinto anche questa volta. In una sola mattinata abbiamo preparato il terreno del secondo orto sperimentale, necessario per soddisfare le richieste delle scuole e nel frattempo siamo riusciti a trovare nuovi volontari. Oggi siamo ancora di più. Buone notizie anche per i più piccoli che hanno potuto esprimere al meglio tutto il loro entusiasmo e la loro bravura grazie agli attrezzi a “misura di bambino” di cui ci siamo finalmente dotati. APSge orto sperimentale 2 - montaggio lr

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Durante i lavori abbiamo ricevuto molte visite di singole persone e gruppi interessati all’attività e a collaborare: l’Associazione cresce ancora!
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Giardini e Oasi: la nuova fase

E così abbiamo inaugurato sul campo la nuova fase di realizzazione di Giardini edibili e dell’Oasi naturalistica.

In una mattinata che è riuscita a risparmiarci la pioggia, prima abbiamo messo a riposo i prunus poi ci siamo addentrati nei confini dell’oasi armati di carriole, concime e attrezzi, e dopo una breve parentesi di impantanamento abbiamo “preso possesso” del territorio gettando le prime basi di un piccolo orto pilota che ci servirà da scuola, per imparare bene prima di accedere alle aree definitive.
Con i nuovi adepti abbiamo fatto una breve visita lungo le sponde della roggia Boniforti, dove la  “foresta vergine”  si è presentata con i suoi colori autunnali, letteralmente sorprendendo e entusiasmando chi non l’aveva ancora vista e, pur abitando nelle vicinanze, non ne sospettava l’esistenza.

Nel frattempo i numerosi cittadini a passeggio nel viale dei Tigli si sono fermati al consueto punto di ritrovo – presso il boschetto di bamboo – chiedendo e ricevendo informazioni sull nostra attività e sui progetti. Così, quando abbiamo fatto ritorno al punto di ritrovo,  l’Associazione era cresciuta ancora con nuovi soci, e insieme a loro abbiamo concluso con chiacchiere, commenti, spumantino e patatine.

Appuntamento a domenica 16 novembre, ore 9:30.

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Ecco il concime per i prunus….

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Bel lavoro ragazzi!

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Illustriamo il progetto  ai nuovi soci (interessa molto anche ai bambini…)

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Che rimanga tra noi: ci siamo anche impantanati col camion!

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Attività - I nostri progettiprogetto OasInCittà

Riparte il lavoro sull’Oasi

Domenica 12 alle 9:30, con ritrovo al boschetto di bambù (all’altezza del civico 20 di via Segantini) si riuniscono i volontari per riprendere i lavori sulla Roggia Boniforti. Effettueremo una ricognizione del terreno, durante la quale  Silvio Anderloni, direttore del Centro di Forestazione Urbana di Italia Nostra, illustrerà le cose da fare nei prossimi mesi. Al termine ci occuperemo di preparare per l’inverno  il filare di prunus lungo la via Segantini.

Nei due anni scorsi abbiamo svolto  –  sottraendola alla distruttività delle ruspe – l’operazione di ripulire a mano, quindi nel pieno rispetto dell’ambiente,  il territorio circostante: abbiamo asportate due buone camionate di rifiuti di ogni genere e tipo prodotti da decenni di abbandono e degrado.

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Ora si apre una nuova fase, grazie a tre novità:

• la prima è che il 7 ottobre è stata firmata la convenzione con il Comune di Milano che ci assegna la gestione della fascia di territorio del parco adiacente la Roggia, quella che abbiamo denominato OasInCittà: da adesso, quindi, possiamo finalmente intervenire non più solo con le pulizie, ma attuando il progetto vero e proprio.

• la seconda è che i lavori del resto del parco, dopo due anni di blocco quasi totale ultimi due anni,negli ultimi due mesi sono avanzati al punto da permetterci l’effettivo accesso al territorio della Roggia.

• la terza, la più bella,  è che nel corso dell’Open Day del 28 settembre numerosi cittadini si sono iscritti alla sezione dei volontari di OasInCittà, aggiungendosi al drappello dei “veterani”. Insomma: a questo punto abbiano il titolo, l’accessibilità  e le risorse umane per operare a questo progetto innovativo e di valore. Naturalmente altri cittadini interessati a collaborare alla realizzazione dell’oasi naturalistica saranno i benvenuti: basta presentarsi in orario, armati di buona volontà, scarpe grosse e possibilmente guanti da lavoro. Necessario un documento d’identità. Opportuno prevedere che – essendo autunno – madre natura può sempre decidere di provvedere a… irrigare

Valore ambientale e sociale

Realizzare un ambiente naturale, spontaneo e ricco di biodiversità in un’area cittadina, favorire la fruizione naturalistica dell’area e che costituire un luogo di passeggio e di quiete in mezzo alla città. Insieme, creeremo un contesto verde che possa anche favorire l’arrivo, la permanenza e la nidificazione della fauna: da cui il nome OasInCittà! Ricordiamo che oltre a salvaguardare gli elementi di naturalità e le specie animali presenti lungo la roggia Boniforti, la “voglia di fare” dei cittadini residenti in zona garantirà il presidio e la cura di aree che per progetto e collocazione potrebbero diventare ”terra di nessuno” e di degrado urbano, innescando invece un processo positivo di relazioni fra cittadini attorno  a un obiettivo giusto e praticabile.

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Dettagli del progetto

Si tratterà di un intervento semplice ma efficace, che realizzi in modo artificiale un pezzo di natura spontanea, fatta di specie erbacee, arbustive ed arboree autoctone che, insieme all’elemento acqua, creino un angolo di ecosistema naturale. Un sentiero in fondo naturale (cippato) accompagnerà il fruitore alla scoperta di questa piccola oasi. Gli arbusti, più rustici e di portamento ridotto rispetto agli alberi, formeranno gli elementi di continuità della fascia e saranno inframezzati da piante a portamento arboreo. Gli alberi verranno piantati isolati o a piccoli gruppi, sufficientemente distanziati per non compromettere lo sviluppo degli arbusti, ma in grado, in caso di eliminazione di questi ultimi, di formare un prato arborato. La piantagione sarà effettuabile solo dopo l’avvenuta sistemazione dell’area, l’adeguata lavorazione dei fondi (rippatura) ed il riporto di terra di coltura (circa 40 cm). La scelta delle specie verrà effettuata anche in funzione della tipologia di terreni riportati. La tecnica di impianto seguirà il più possibile un sistema forestale tradizionale, attraverso l’impiego di specie di materiale vegetale di uno o due anni di età. La scelta delle specie ricade sulle piante autoctone e rustiche: per gli arbusti biancospino, nocciolo, viburno, sambuco, sanguinello, corniolo, per gli alberi ciliegio, quercia, frassino, tiglio, carpino, acero campestre, pioppo bianco e nero, salice e ontano. Sesto di impianto della fascia arbustiva da uno per uno a due per due metri. Sesto di impianto per alberi 8 per 8 in gruppi distanziati di almeno 20 metri Si procederà all’inserimento di una o più zona adatte alla riproduzione di anfibi e permettere l’accesso sicuro alle sponde e all’acqua da parte dei cittadini. Si realizzeranno piccoli tratti di una eventuale staccionata o chiudenda in rete di delimitazione dell’area con segnalazione della “preziosità” dell’area. Si continuerà nella attività già avviata di pulizia della roggia dai rifiuti. L’ impresa affiancherà il lavoro dei volontarie il ripristino delle sponde in sasso e mattone e al ripristino della chiusa. Verrà sviluppato un programma di gestione per i primi due anni e redatto un piano di gestione per il medio lungo periodo, in cui si predisporrà un piano dei lavori che prevederà l’immediata ripresa dell’intervento sull’ Area A, mentre per l’Area B si attenderà la realizzazione del ponte e la definizione della puntuale progettazione di intervento di arte visive, per armonizzare le incombenti murature. Verrà sviluppato un programma di gestione per i primi due anni e redatto un piano di gestione per il medio lungo periodo, in cui si predisporrà un piano dei lavori che prevederà l’immediato intervento sull’ Area A,peraltro già avviato, mentre per l’Area B si attenderà la realizzazione del ponte e la definizione della puntuale progettazione di intervento di arte visive, per armonizzare le incombenti murature.

Fasi del nostro lavoro

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I nostri Partner

Italia Nostra sez. Milano Nord – Centro per la Forestazione Urbana come già nei nostri primi due anni di attività, garantisce la formazione dei volontari, supporto tecnico per avviare il lavoro in area, attrezzi per i lavori, indicazioni sulle modalità di intervento.Inoltre ha curato la redazione del progetto forestale di realizzazione del bosco:specie arboree e arbustive, sesti di impianto, scelta del materiale vivaistico, piano di gestione. LIPU fornirà indicazioni e attenzionenella gestione degli aspetti faunistici, con piccole opere di bird gardening: posa di cassette nido e bat box in primavera, e di mangiatoie e rifugi per micro mammiferi in inverno. Svolgerà attività di divulgazione naturalistica e di educazione ambientale.    

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NewsParco Segantini

Ciclopedonale avanti tutta

Bene: le nuove imprese sono entrate a lavorare nel Parco, e, possiamo finalmente dirlo, attrezzature, equipaggiamenti, ritmi e atteggiamento generale sembrano quelli di gente che sta lavorando,  a differenza di quella che ha preparato il terreno (nel senso letterale), mettendoci quasi due anni.
Ora stanno lavorando alla ciclopedonale, la struttura che permetterà di “entrare” nel Parco.

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NewsParco Segantini

IL PROGETTO DEL PARCO

Ed ecco il dettaglio del progetto approvato dal Comune di Milano che recepisce molte delle nostre proposte.

Sulla base di questo progetto l’Associazione, oltre ad aver piantumato il filare di prunus di cui sta ultimando l’impianto di irrigazione, ha inoltrato due richieste al Consiglio di Zona 6, competente in materia, per ottenere l’assegnazione delle due aree di maggior rilievo del parco, e cioè “Oasi in città” e “Giardini edibili”.

 

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EventiNews

Il Parco su Repubblica Milano, oggi.

“Grazie ai volontari, una scelta coraggiosa e innovativa”

Una pagina di Repubblica-Milano dedicata al progetto e alla realizzazione del Parco. E all’innovativa collaborazione fra il Comune, la nostra Associazione e Italia Nostra.

ORTI CONDIVISI, PRATI E BOSCHETTI: COSì RINASCE IL SIEROTERAPICO.

Sarà un’oasi naturalistica in città. Con gli aironi che volano al mattino e le anatre selvatiche che depongono le uova in primavera. Il biancospino, il sambuco e la berretta del prete tipici arbusti lombardi, e ampi prati fioriti che favoriranno la presenza di coccinelle e farfalle. Niente prati tagliati all’inglese, vialetti con pavimentazioni pregiate, lampioni e panchine di lusso: il nuovo parco dell’ex sieroterapico – ancora in cerca di nome – tra via Segantini, viale Liguria e via Argelati, sarà un’area verde di 80.000 m quadri più simile al bosco in in città che al nuovo parco del portello disegnato dal paesaggista Charles Jencks

E sarà un parco in divenire. Vista la carenza di soldi pubblici sarà realizzato a lotti via via che il Comune troverà le risorse, o gli sponsor privati. Con un metodo di lavoro innovativo: la partecipazione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste

Una collaborazione reale, già avviata da mesi, che ha portato alla stesura di un progetto condiviso a cui hanno lavorato gli uffici dell’urbanistica e del verde di Palazzo Marino insieme alla Associazione Parco Segantini, onlus degli abitanti del quartiere, un comitato attivo e appassionato che domenica scorsa ha piantato con l’aiuto di Italia nostra un intero filare di alberi autofinanziato lungo via Segantini e che da settimane lavora per ripulire la roggia.

“Abbiamo scelto di non essere antagonisti, ma di cercare il dialogo con il Comune – racconta Stefano Guadagni, vice presidente dell’associazione – Ci siamo presentati con alcune proposte che in gran parte sono state accolte. È un avvio positivo”

Il progetto adesso è pronto e a giugno, quando l’operatore immobiliare consegnerà l’area già bonificata, i lavori dovrebbero partire.

Il primo intervento, che renderà agibile il parco entro la fine dell’anno, prevede lavori meno invasivi e costosi di quelli previsti dal progetto della scorsa amministrazione che costava più di 5 milioni. In tutto la stima è meno della metà – si parte con  370mila euro – ma non per questo il risultato sarà meno bello. Anzi. A sentire gli esperti, un lavoro più rispettoso dell’esistente, che conservi la vegetazione spontanea di un’area verde che ha più di cent’anni (ma abbandonata da venti) sarà il suo punto di forza.

“La precedente giunta ha approvato un progetto senza un piano di finanziamenti. – spiega Ada Lucia De Cesaris, vice sindaco e assessore all’urbanistica – Preso atto che non c’erano le risorse per realizzarlo abbiamo incontrato i cittadini e insieme abbiamo costruito un nuovo percorso decidendo di procedere per farsi.”

Si toccherà il meno possibile ripristinando quello che il tempo ha deteriorato., sostituendo gli alberi malati e realizzando come unica infrastruttura l’attraversamento ciclopedonale, più un  viale alberato di ingresso che porterà a Piazza Belfanti: il tutto pavimentato con il materiale recuperato nei magazzini del comune. Il resto resterà com’è: una grande radura verde dalle dimensioni eccezionali in città, costeggiata a ovest dalla roccia Boniforti, un piccolo corso d’acqua che i cittadini insieme a italia nostra trasformeranno in oasi naturalistica con flora e fauna autoctone.

Con il tempo, e le risorse che verranno recuperate, saranno costruiti i giardini con essenze commestibili in collaborazione con Slow food, un parco giochi attrezzato vicino alla piscina Argelati, il container per un bar e l’area Wi-Fi verso piazza Belfanti, l’anfiteatro per la musica dovel’orchestra Verdi potrebbe suonare la domenica mattina, le casette per gli uccelli e così via. Molte le idee in cantiere, tra cui quella di un grande animale in legno che diventi la mascotte del parco.

Ora Il simbolo della rinascita è il tronco di un grande albero abbattuto che Italia Nostra ha trasformato in una scultura-gioco dove si danno appuntamento i cittadini quando c’è da discutere del parco.

ITALIA NOSTRA
“GRAZIE AI VOLONTARI, UNA SCELTA CORAGGIOSA E INNOVATIVA”

“Portare un po’ di natura in città è una scelta coraggiosa e innovativa. Realizzeremo una zona di arbusti che diventerà rifugio e nidificazione di animali, in particolare uccelli, che non è facile vedere nei parchi urbani.”

Silvio Anderloni, del Centro Forestazione Urbana di Italia Nostra, è entusiasta dell’esperienza di partecipazione con l’Associazione Parco Segantini Onlus e con il Comune.

Come pensate di ripopolare l’area? “Ci sono già ricci, aironi è anatre selvatiche, dobbiamo solo fare in modo che l’ambiente arresti loro favorevole. Altri arriveranno da soli, soprattutto gli uccelli, se creeremo le condizioni perché possano vivere e riprodursi.”

Cosa pianterete? “Flora autoctona della pianura lombarda: il biancospino, il sanguinello, il corniolo, il sambuco, il nocciolo e il viburno. Molto colorati, ma tutti selvatici.”

Funziona il progetto partecipato? “Per ora benissimo. Va riconosciuto i cittadini il merito della creazione di questa oasi. Ma l’importante è stato il cambiamento di visione del Comune che ha accettato la proposta e lascerà la gestione all’associazione, con il nostro sostegno.”

Teresa Monestiroli – @ la Repubblica, 22 narro 2014

Repubblica Milano, 22 marzo 2014

Repubblica Milano, 22 marzo 2014