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Grande novità per il Parco Segantini!

Il Comune di Milano ha dato il via libera al completamento del “nostro” amato Parco Segantini!

Area fitness per tutti e giochi per i più bambini più grandi: tra il canneto e la cascina Argelati sorgerà un’area fitness attrezzata per adulti, ragazzi e persone con disabilità.
Più verde: saranno piantati nuovi alberi e realizzati nuovi percorsi in calcestre, completi di illuminazione, panchine e cestini per i rifiuti.


Nel corso del 2025 l’impresa procederà alla sistemazione della parte sud del Parco e in particolare dell’area prossima a piazza Belfanti, area ancora priva di alberi e di attrezzature.

I lavori sono già iniziati in questi giorni con la posa delle recinzioni di cantiere, speriamo che i tempi vengano rispettati e che entro la fine dell’anno potremo già godere di queste nuove aree.


Non vediamo l’ora di vedere il Parco Segantini ancora più bello e fruibile da tutti!

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“NO” AL VIALE INUTILE CHE DETURPA IL PARCO SEGANTINI

CLICCA QUI E FIRMA SUBITO LA PETIZIONE

 

A cinque anni dall’inaugurazione del nostro bel Parco, il Comune sta realizzando i viali di attraversamento come da progetto originario.

Uno di questi viali di attraversamento è totalmente inutile e deturpa il parco spezzando quella vasta distesa erbosa che ne è caratteristica peculiare e apprezzata da tutti.

Vogliamo portare all’Assessore al Verde una testimonianza della nostra disapprovazione, nel tentativo di fermare i lavori che purtroppo sono già iniziati.

Vi invitiamo dunque a sottoscrivere il seguente appello:

  • domenica 21 giugno dalle 10:30 alle 12:30 davanti al primo orto del Parco (nel rispetto delle regole del distanziamento
  • da subito firmando la petizione presente al seguente link http://chng.it/DTmsjGhr

 

“NO” AL VIALE INUTILE CHE DETURPA IL PARCO SEGANTINI

Il parco Segantini nasce su una idea basata sulla collaborazione collettiva: a fronte di risorse limitate si sarebbero individuate progressivamente le opere prioritarie da realizzare per rendere progressivamente utilizzabile il Parco ai cittadini.

Infatti i cittadini hanno collaborato facendosi carico di gestire giardini condivisi e Oasi di riforestazione alleviando i costi di investimento e di gestione annuale.

La scelta di realizzare le corsie interne a fronte degli accessi da via Segantini fra i civici 20/22 e i civici 22/24, quest’ultimo persino chiuso e non soggetto a servitù di passo, contrasta con questa logica a fronte di necessità ben più impellenti, che permettano ai cittadini una utilizzazione piena del Parco: una pur parziale area giochi bimbi, zone d’ombra e servizi igienici provvisori, in attesa che si risolvano le annose questioni della Cascina Argelati, non più sopportabile sopruso da parte della proprietà fondiaria, e della Casetta del Custode, luogo di incuria da parte dell’Area Metropolitana.

Per questi motivi chiediamo un utilizzo intelligente delle risorse disponibili, sempre più limitate, sospendendo la realizzazione della viabilità in fronte al 22/24 e destinandole all’avvio dell’area giochi per i bambini.

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Attività - I nostri progettiNewsprogetto OasInCittà

140 alberi che fanno parlare di sé…

Un bell’articolo pubblicato su MM, quindicinale della scuola di giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli Studi di Milano.
Curiosamente, “Ti sembra Milano?“, lo strillo di copertina che segnala l’articolo,  è proprio ciò  che chiediamo ai visitatori che hanno visto per la prima volta l’Oasi e gli orti del parco Segantini.
Di seguito l’intervista sul Parco Segantini inclusa nell’articolo di Elisa Cornegliano.

«E poi c’è Parco Segantini», fra i due navigli, un posto dove la cura del verde ha incontrato l’attenzione
dei cittadini. In tutto 90mila metri quadri di parco pubblico, nato dove un tempo sorgeva l’istituto sieroterapico. Nel 2013, per volere di alcuni abitanti della zona, è stata creata l’Associazione Parco Segantini, che ha ottenuto in convenzione dal Comune 15mila metri quadri, poco più di due campi da calcio. Tre orti collettivi, di mille metri quadri l’uno, e tante attività durante l’anno, fra cui una festa per ogni stagione. «I cittadini? Sono il motore del progetto», spiega il vicepresidente Stefano Guadagni, «se viene lasciato a se stesso, il verde pubblico spesso è causa di degrado. Al contrario, quando è curato e condiviso diventa un fattore di coesione sociale. Volendo usare termini un po’ tecnici, è un moltiplicatore di capitale umano». Fra soci e volontari l’associazione conta tra le 150 e le 200 persone, che coltivano l’orto, seguono l’irrigazione, monitorano il parco e segnalano eventuali danni. Un esempio di come la sinergia fra cittadinanza e amministrazione possa funzionare, pur tenendo ben separati i ruoli: «Le nostre funzioni non si sovrappongono mai a quelle del Comune, abbiamo ruoli diversi». Anche Parco Segantini partecipa a ForestaMi: prevede di piantare, nelle aree ottenute in convenzione, circa 140 alberi.

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L’articolo è stato pubblicato il 13 dicembre… proprio il giorno prima che piantassimo i 140 alberi annunciati in chiusura dell’intervista. Siamo orgogliosi di essere, nel nostro piccolo, fra i primi (o  i primi?) ad alimentare con i nostri 140 alberi il progetto ForestaMI

 

Benedetta Frare
Milano Smart Park #SegantiniNews

Mercato equo+consumatore informato = cibo etico

Più di quaranta persone hanno partecipato al quarto e ultimo incontro “Mangiare bene e sostenibilità in città” organizzato dall’Associazione nell’ambito del progetto Milano Smart Park#Segantini. Questa volta abbiamo affrontato il tema della distribuzione e della ristorazione, esaminando due aspetti che solitamente non vengono messi in relazione: il commercio equo e il fast-food, entrambi parte importante del sistema alimentare attuale.

Commercio equo: con la tua spesa puoi rendere il mondo più giusto.

Benedetta Frare, di Fairtrade Italia, ci ha dato alcune importanti informazioni:
  • fairtrade (commercio equo) è un marchio globale che certifica una produzione nel rispetto dei lavoratori e dell’ambiente
  • Che in Italia questi prodotti si possono trovare in migliaia di punti vendita a un prezzo che, a parità di qualità, non dovrebbe essere molto più alto di quello dei prodotti concorrenti senza certificazione.
  • La definizione del prezzo dipende dal distributore che li fornisce.
  • Tutta la grande distribuzione fornisce prodotti Fairtrade e quindi, per trovare prodotti equi a un prezzo accessibile e sufficiente ricercarli in grande distribuzione.
  • tra i prodotti certificati da Fairtrade si annoverano: caffè, banane, cacao, thè, ananas, zucchero di canna, cotone e anche oro.
Fairtrade logo

Impariamo a riconoscere il logo del commercio equo.

La mission di Fairtrade è quella di supportare i piccoli agricoltori, innanzitutto facendo loro ottenere un prezzo di acquisto che garantisca  la sicurezza economica – anche quando il prezzo crolla sui mercati finanziari) e la sicurezza sul lavoro per i lavoratori Attraverso i fondi di un premio economico, Fairtrade promuove investimenti sia in impianti produttivi sia nella formazione, soprattutto agronomica per migliorare la produzione sostenibile e la qualità del prodotto, e facilita l’accesso al mercato e fornisce infrastrutture per la comunità (scuole, ambulatori medici, pozzi d’acqua). Anche il cambiamento climatico in atto svantaggia i produttori; per questo, ci ha spiegato Benedetta, Fairtrade lavora insieme agli agricoltori su come minimizzare gli effetti adattando le coltivazioni alle nuove condizioni etiche. Inoltre Fairtrade incentiva il coinvolgimento delle donne nelle attività della cooperativa o in attività collegate per garantire una indipendenza economica.

Il nostro cibo: pagarlo il giusto e sapere chi lo produce

Prima di tutto, dobbiamo tener conto del fatto che l’80% del cibo nel mondo è prodotto da  piccoli agricoltori, quelli che hanno campi di coltivazione inferiori ai due ettari di estensione. Poi dobbiamo sapere che la distribuzione convenzionale paga al produttore solo il 2% del prezzo di vendita al consumatore, nel caso delle banane e il 12% per il caffè, Fairtrade invece paga al produttore circa il 30% del prezzo di vendita, sia per il banano che per il caffè. Nel caso del caffè, Benedetta ci ha raccontato che in America Centrale, a causa del basso prezzo di mercato, quest’anno i produttori hanno minacciato di non raccogliere il caffè, perché  con il prezzo attuale non riescono neanche a coprire le spese. Se gli agricoltori non raccolgono il caffè, ci sono due conseguenze che danneggiano sia i produttori sia i consumatori: il prezzo del caffè disponibile aumenta, gli agricoltori, che non riescono a vivere lavorando la terra, migrano.

Come funziona il prezzo garantito Fairtrade

Per i loro prodotti, gli agricoltori fissano con Fairtrade un prezzo che possa coprire i costi necessari per una produzione sostenibile, e hanno la garanzia  che questo prezzo sarà mantenuto anche se i minimin di mercato saranno più bassi,e che non subirà dli effetti delle speculazioni finanziarie.. Dietro tutti questi prodotti esotici e anche quelli agricoli, ci sono persone, piccoli agricoltori che lavorano. Ecco perché noi, come consumatori, scegliendo prodotti del commercio equo, possiamo sostenere un sistema alimentare migliore, più giusto.per chi produce e più sostenibile a livello ambientale Benedetta ci ha detto che per l’utilizzo del marchio Fairtrade prende una piccola percentuale del prezzo di vendita, che serve a pagare i controlli annuali sui produttori, esportatori/importatori e sulla manifattura.
Benedetta Frare

Benedetta Frare: “Fairtrade riesce a mantenere il prezzo minimo stabilito anche quando il prezzo di mercato è più basso: in questo caso entra in gioco la fiducia del consumatore,  disposto a pagare un prezzo più alto grazie alla garanzia del marchio”.

Il mondo del fast-food (Quick service restaurants, QSR)

Fabian Novoa, direttore della catena di approvvigionamento (supply chain) di Wok to Walk a Barcellona, ha più di 10 anni di esperienza in acquisti, logistica e garanzia della qualità nel mondo fast-food  in Europa, Stati Uniti e America Latina. Fabian ha cominciato il suo intervento spiegando come viene disegnato il menu nel fast-food: una volta i bisogni del consumatore, che è la cosa più importante,  inizia la fase di ricerca e sviluppo, marketing e creazione della supply chain. Ovviamente, l’innovazione è la chiave di questo processo..

Come i consumatori hanno influenzato le proposte del fast-food

Fabian ci ha detto che dal 2010 a oggi, per ciò che riguarda gli additivi, il fast-food ha ridotto il contenuto di zucchero e sale: il glutammato (MSG) è stato sostituito, si utilizzano condimenti e coloranti naturali al posto di quelli artificiali e l’uso di conservanti viene monitorato. Per quanto riguarda l’olio, dal 2010 è stato ridotto l’utilizzo dell’olio di palma (a causa della deforestazione prodotta in Indonesia, viene usato solo quello da fonti certificate), e sostituito con altri tipi di oli come il girasole, la soia, la canola, la colza e la miscela di oli. Le informazioni relative alle calorie presenti nel menu esistono solo dal 2010. Negli Stati Uniti, tutti i menù devono dichiarare il contenuto calorico. Oggigiorno, i consumatori chiedono sempre di più prodotti con meno calorie, specialmente nei menu per bambini. Fabian ci ha raccontato che anche il mondo del soft drink sta cambiando. Dal 2000, Pepsi e Coca Cola hanno esitato sul mercato bevande con basso contenuto (leggero) o senza zucchero (zero) e stanno diversificando il loro assortimento, offrendo prodotti come il tè e l’acqua aromatizzata. La tendenza del packaging sta cambiando il materiale dei contenitori: dalla plastica alla carta, anche di minore spessore. In Europa, dal 2020 non ci saranno più plastiche mono uso. Fabian sostiene che l’aumento della ricchezza nei paesi in via di sviluppo, si riflette nell’ aumento del consumo di cibo e cioè dovremmo aspettarci nel futuro una domanda maggiore di cibo nel mondo.
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Fabian Novoa: “Il fast food si evolve secondo le richieste dei consumatori, che esigono ingredienti più naturali e maggiori informazioni (provenienza, qualità, ecc.) sui prodotti .  Ci auguriamo che si prosegua in questa giusta direzione.”

 

Il cibo che integra e si integra

Di integrazione questa volta ci ha parlato Hujian Zhou, conosciuto anche come “Agie”, venuto dalla Cina in Italia quando aveva 14 anni, senza sapere una parola di italiano. La storia che ci racconta ci dice che si è integrato perfettamente: Agie è un imprenditore nato, un ragazzo beneducato e istruito, e grato alle persone delle opportunità che la vita gli ha dato, ed è anche un ambasciatore straordinario della cultura cinese. Racconta che mentre stava cercando un locale per vendere vestiti, conobbe il proprietario della storica Macelleria Sirtori in via Paolo Sarpi, la chinatown milanese. Walter Sirtori aveva in affitto un piccolo locale di 15 mq di fianco alla macelleria. I due scoprono di avere lo stesso sogno: Agie, quello di aprire un locale di cucina tradizionale cinese; Walter, di avere di fianco un piccolo negozio complementare alla sua macelleria. Agie, laureato alla Bocconi, non è un cuoco, però capisce subito che cosa vuole fare, sa chi lo sa fare e, con Walter Sirtori come socio, individua che la chiave del successo è utilizzare gli ingredienti italiani di qualità: la carne della macelleria che Walter sceglie personalmente negli allevamenti biodinamici della Langhe. Ma anche la farina, le verdure e le uova che si utilizzano sono locali e organiche. Per distinguersi ancora di più dal comune ristorante cinese, decide di offrire solo due piatti, ma preparati al massimo livello: i ravioli e le crepes, cucinati con dalle sue “zie” (parola di rispetto usata per donne adulte) con il cui aiuto ha  inizio la sua avventura imprenditoriale. A distanza di circa 4 anni, la Ravioleria Sarpi è conosciuta e apprezzata dai milanesi. che  sono disposti ad aspettare in coda per mangiare in piedi o portare a casa i suoi buoni ravioli. Una volta al mese vengono organizzano anche corsi di ravioli che durano un paio d’ore e si concludono gustando insieme i ravioli appena cucinati.
Agie cucina ravioli

Un piccolo corso di ravioleria lo abbiamo avuto al termine della giornata, quando nella miglior tradizione di questi nostri incontri, arriva il momento della cucina: Agie e il suo collega Weici hanno preparato i famosi ravioli sotto gli occhi attenti dei partecipanti. E poi l’assaggio, anzi un vero e proprio assalto: buonissimi, davvero speciali. L’impasto contiene farina, acqua e un poco di curcuma per conferire il tipico colore giallo; il ripieno di carne è composto da una mescoladi carne e verdura in parti uguali : quindi si tratta di un piatto ben bilanciato.  Agie ci ha confidato il segreto della magrezza dei cinesi sta proprio nei pasti bilanciati, pochi dolci e pochissimo alcool.

  Recentemente Agie ha aperto di fianco alla Ravioleria un altro piccolo locale chiamato Ravioleria 25 che offre street-food cinese tradizionale (involtini freschi, baozi e mo) cucinato utilizzando  prodotti italiani di qualità  Ma c’è di più: in viale Monza 4 ha aperto la trattoria Le Nove Scodelle, un ristorante cinese che propone le specialità della cucina della regione Sichuan unendo anche qui le antiche tradizioni culinarie cinesi con gli ingredienti italiani di qualità. Agie ci rivela infine che  sta lavorando al suo ultimo progetto di ristorante che seguirà la formula tradizione cinese/qualità italiana, però con un stile diverso… siamo molto curiosi e andremo a vederlo appena possibile, anche perché ci sono tante cose che vorremmo sapere sulla cultura cinese. Intanto complimenti per le idee e per il lavoro, e grazie per gli ottimi ravioli.
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Agie (Hujian Zhou): “Voglio creare una franchising dei miei ristoranti, e curare che tutti rimangano autentici”

 

Conclusione.

Benedetta e Fabian concordano sul fatto che il consumatore ha il potere di condizionare il sistema alimentare se si informa e impara a scegliere liberamente, sia supportando i piccoli agricoltori comprando prodotti del commercio equo, sia scegliendo prodotti più naturali. Agie ci ha mostrato che la valorizzazione della propria cultura unitamente al rispetto delle altre persone e delle loro culture, la capacità di assumersi rischi per realizzare i propri sogni e la riconoscenza per ciò che di positivo si è ricevuto gli hanno permesso non solo di integrarsi in Italia ma anche di affermarsi e proprio nella città italiana più avanzata e competitiva. Filo rosso: il consumatore deve crescere, informarsi e essere consapevole che le sue scelte condizionano i produttori. È in corso un processo di  sviluppo di alternative di proposte di vendita che crea un sistema concorrenziale non più solo basato sul prezzo, ma arricchito della variabile qualità. Nutrirsi con prodotti di qualità comporta una piccola differenza di costo rispetto al consumo di prodotti di scarsa qualità, e al contempo produce significative miglioramenti per la salute consumatori , per le condizioni di vita dei piccoli produttori agricoli, e per la sostenibilità ambientale, quindi per la salute del pianeta. Quindi: mangiare sano fa bene a tutti.
Nuova Prosa con metodo biointensivo LR
Attività - I nostri progettiMilano Smart Park #SegantiniNewsParco Segantiniprogetto Giardini Edibili

OrtiMisti biointensivi

Dalla Patagonia al Parco Segantini, un interessante e partecipato laboratorio di orticoltura biontensiva tenuto dall’agricoltore argentino Fernando Pia che insegna (più di 130 corsi in giro per il mondo) e utilizza questo metodo da più di vent’anni nel Centro di Investigación y Enseñanza en Agricoltura Sostenibile (http://www.proyectociesa.com.ar) nella Patagonia argentina e ha più di trent’anni di esperienza in agricoltura organica Il metodo biontensivo è un sistema sostenibile, praticabile in qualsiasi situazione meteorologica che protegge l’ecosistema, rigenera il suolo aumentando la quantità di sostanze organica nel terreno e riduce il consumo di acqua. Dulcis in fundo: di fronte a tutti questi vantaggi ambientali, il metodo produce da due a quattro volte di più!
Per il metodo BIOintensivo, il suolo è una risorsa vivente che deve essere nutrito in modo adeguato per produrre colture sane a lungo termine.
Orticoltura Bionintensiva montaggio

Una mattinata di lavoro “sul terreno” che ha coinvolto i partecipanti fornendo e sperimentando  nuove conoscenze e nuove tecniche per la cura dei nostri orti

 
Nuova Prosa con metodo biointensivo LR

La soddisfazione degli ortisti che al termine del laboratorio hanno subito voluto creare un’altra prosa biointensiva: “Questa è una prosa spettacolare creata oggi pomeriggio seguendo i canoni operativi imparati ieri. Siamo veramente soddisfatti!“

Il laboratorio, organizzato dalla nostra neosocia María Salomé Gachet, fa parte delle iniziative del progetto MilanoSmartPark#segantini (www.milanosmartpark.it): otto “azioni”  per ampliare la varietà e innalzare la qualità delle attività che i cittadini possono svolgere nel verde urbano , fornendo le relative conoscenze teoriche e pratiche. Pratiche e conoscenze che, una volta ideate, realizzate e collaudate nel parco Segantini, possono essere trasmesse e disseminate a tutte le realtà di verde urbano che ne vogliano far uso.
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Parco di Maggio

E festa fu! Festa multigenerazionale, multitematica, multimediale: bambini con carta e ritagli, giovani writer con murales e graffiti, adulti nel fiore della… maturità con teatro e canti. E un pubblico di tutte le età e da tutta la zona,  raccolto nella cornice verdeggiante degli orti del parco.

I bambini hanno creato come per magia gocce di rugiada con dentro pesciolini, gamberi e granchietti.

 

I ragazzi hanno presentato le loro proposte per i murales del lato ovest del Parco, basati su soggetti ispirati alle opere di Giovanni Segantini: con la discussione di ottimo livello che ne è seguita – presente il Presidente del Municipio 6, partner dell’iniziativa –  nasce anche nuovo ramo di dialogo e di interesse sulla qualità della vita nel verde pubblico, che in questo caso è anche un dialogo intergenerazionale.

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Una lunga collana di canti popolari in costume allineati da un filo conduttore  e interpretati,  con umorismo, bravura e fantasia dagli attori canterini di Unitre: un  musical contadino messo in scena e accompagnato alla chitarra da Giuliana Ceccherini.

Compafnia UNitreApplausi e risate in abbondanza, ottima premessa per il successivo happy hour finale che ha concluso questo lungo, bel pomeriggio degli orti di via Segantini.

Prossimo appuntamento festaiolo: 24 settembre, nella giornata di Green City.

 

 

 

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Attività - I nostri progettiNewsPilloleProgetto Filare alberato Prunus Padusprogetto OasInCittà

Gran bella primavera

• I nostri prunus di via Segantini in gran forma.

• Striscialabiscia. Casetta Gelsomina e nuovi giochi ricavati da legname da recupero

• In arrivo una nuova grande area cani

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Eventi

Convegno “I Giardini dell’Eden”

Segnaliamo questa bella iniziativa organizzata da VerDiSegni, associazione con cui collaboriamo. L’Eden nelle varie culture, la sua ricerca e le ipotesi sulla sua collocazione nel tempo e nello spazio. Il Frutto Proibito, la sua botanica immaginaria e reale, genetica delle piante coltivate e loro evoluzione nella storia dell’umanità. I giardini (di oggi e di ieri) come rappresentazione dell’Eden, nella Storia dell’Arte e nella Storia dei Giardini, partendo dal caso esemplare di Sri Lanka, paese EXPO. Evento presentato ai tavoli tematici EXPO. A cura di Luca Novelli e dell’Associazione VerDiSegni. Con il patrocinio del Touring Club Italiano. In collaborazione con Francesco Brioschi Editore, l’Ambasciata di Sri Lanka in Italia, enti museali e docenti di università lombarde.  Programma
  • 9.30-10 Benvenuto e apertura dei lavori
  • 10-11   I miti delle origini e il ritorno dell’Eden, Eleonora Fiorani, filosofa
  • 11-12   “Il loro cielo è frutta, la loro terra di fiori”. Il giardino dell’Eden nell’arte,
  • Lucia Impelluso, iconografa
  • 12-13   Il mito dell’Eden e il giardino contemporaneo, Filippo Pizzoni, architetto paesaggista
  • 14-15   Il giardino dell’Eden come metafora della nascita dell’agricoltura. Cosa dice la genetica, Mario Motto, genetista
  • 15-16   Le piante dell’Eden, qui, adesso, Gabriele Rinaldi, direttore Orto botanico di Bergamo
  • 16-16.30 Sri Lanka Paradise project: dal mito ai giardini di Sigirya. Luca Novelli, scrittore e giornalista
  • 16.30-17 Conclusione dei lavori
Info: info@verdisegni.org – tel.335 302 21 05  Relatori
  • Eleonora Fiorani, epistemologa e saggista,
  • Lucia Impelluso, iconografa,
  • Mario Motto, esperto di genetica, biologia molecolare e genomica vegetale.
  • Luca Novelli, scrittore, giornalista e autore televisivo, agronomo e naturalista per formazione
  •  Filippo Pizzoni, architetto, paesaggista e storico del giardino
  • Gabriele Rinaldi, botanico, vive e lavora a Bergamo.
 
z3xmi.it interviosta parco segantini
EventiParco Segantiniprogetto del parco

In zona 3 si parla del Parco Segantini

Siamo stati invitati a raccontare la nostra esperienza di collaborazione cittadini-amministrazione comunale sabato 14 marzo, al circolo Acli di Lambrate alle 16:00. L’evento è preceduto da un’intervista sul giornale di zona z3xmi.it, che potete leggere al link http://www.z3xmi.it/pagina.phtml?_id_articolo=8270-Il-Parco-Segantini.html#.VQLq_kLwOGT

L‘articolo inizia con una lusinghiera presentazione

“Sono partiti in pochi, ma hanno fatto un lavoro straordinario coinvolgendo molti cittadini, ma anche associazioni, scuole e realtà di zona anche private.  Hanno superato gli ostacoli di budget, le difficoltà burocratiche e amministrative e soprattutto hanno realizzato nella pratica quotidiana, senza clamori, un’esperienza di partecipazione attiva alla vita sociale e alle scelte per la città che merita una grande attenzione perché può essere d’esempio ad altri percorsi possibili.”

…  e termina con questa nostra conclusione

Tutto quello che facciamo parte da due convinzioni.
La prima è che la collaborazione fra cittadini e amministrazione pubblica funziona in quanto i cittadini, anziché sostituirsi, ambiscano ad aggiungere valore a ciò che il Comune sa, può e deve fare.
La seconda è che un parco è molto di più di un semplice insieme di prati, piante e panchine: è un luogo dove i cittadini possono intessere relazioni e creare comunità.
L’esperienza che stiamo facendo queste due convinzioni le conferma e le rafforza.

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NEL GIORNO DEL SOLSTIZIO

Il nostro regalo di Natale arriva oggi, proprio nel giorno del sostizio. Giorno in cui tradizionalmente gli agricoltori fin dal tempo dei tempi (e noi un po’ agricoltori in fondo lo siamo) mettevano un seme, proprio nella  notte più lunga dell’anno, perché da quel giorno il sole si sarebbe a poco a poco rialzato e lo avrebbe irradiato con la sua risorta energia. Quello era il vero regalo.
E anche noi stiamo  parlando di un regalo di energia, la nostra: un regalo che non si scarta e non si mette sotto l’albero, anche se di alberi ne ha già prodotti parecchi. E non è neppure una sorpresa: sappiamo benissimo tutti quanti di che si tratta:  il Parco Segantini.
Pensiamo a dove eravamo solo un anno fa e guardiamo cosa abbiamo fatto succedere nel 2014.
  • Siamo molti di più, fra nuovi iscritti e volontari siamo duecento!
  • Il Comune ha approvato e presentato ufficialmente il nuovo progetto: poi i lavori sono partiti subito, procedendo a ritmo serrato.
  • Nel frattempo, sempre con l’approvazione ufficiale del Comune, abbiamo piantato i 20 prunus e realizzato il sistema di irrigazione: ora gli alberi stanno bene, chissà che bello in primavera.
  • Il Consiglio di Zona ha approvato le nostre proposte per l’OasInCittà e per i Giardini Edibili eche si sono trasformate in due convenzioni con il Comune che ci assegnano piantumazione coltivazione e gestione di 15.000 mq.: più del 20% dell’area complessiva di questo grande parco destinate a progetti innovativi e qualificanti!
  • Quanto all’OasInCittà siamo in procinto di piantumare: qualche centinaio di essenze autoctone e rispettose dell’ambiente sono già pronte e aspettano solo che il terreno, inzuppato dall’eccezionale piovosità degli ultimi sei mesi, si asciughi un po’.
  • Quanto ai Giardini Edibili, nonostante la pioggia, abbiamo inaugurato l’iniziativa sul campo: già da due mesi stiamo lavorando la terra e seminando l’orto sperimentale: 200 mq ci hanno insegnato a lavorare insieme e hanno attirato nuovi volontari, nuovi soci e… anche i bambini delle elementari, che quasi quotidianamente lo hanno visitato e contribuito identificando le nostre prime verdure con i loro cartellini colorati.
  • Ci siamo attivati con Provincia e Comune per salvare la Casetta del Custode del Giorgi dall’immediato abbattimento cui era destinata, e ora stiamo lavorando perché essa sia restaurata e messa a disposizione del Parco e delle associazioni della zona.
Il lavoro non è finito, anzi! Ci sarà un sacco di lavoro da fare nel 2015: saremo ancora di più e faremo ancora meglio. Le idee non mancano, l’energia e la buona volontà neanche.

Ora però è arrivato il momento di prenderci qualche giorno di riposo.

Quindi…

APS Auguri 2014