Tag: ex-sieroterapico

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Attività - I nostri progettiNewsPilloleProgetto Filare alberato Prunus Padusprogetto OasInCittà

Gran bella primavera

• I nostri prunus di via Segantini in gran forma.

• Striscialabiscia. Casetta Gelsomina e nuovi giochi ricavati da legname da recupero

• In arrivo una nuova grande area cani

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NewsParco Segantini

Una gran bella inaugurazione di un gran bel parco

La gente ha cominciato ad arrivare ben prima dell’orario indicato. E le attività previste si sono svolte come da programma: spettacolino delle scuole elementari, una banda musicale che ha trascinato per una visita di tutto il parco una gran folla di persone (nonostante il caldone e il  solleone), i banchetti delle associazioni, la nostra e quelle che collaborano con noi: Opera In Fiore, Oikos, Aliante, Le Streghe Verdi, Comitato Ponti.

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Segantini inaugurazione 7 giugno
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INAUGURAZIONE PARCO SEGANTINI

Il Parco che non c’era… adesso c’è!

Domenica 7 giugno dalle 16:00 alle 20:00 Vi aspettiamo per festeggiare l’apertura del parco!

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NEL GIORNO DEL SOLSTIZIO

Il nostro regalo di Natale arriva oggi, proprio nel giorno del sostizio. Giorno in cui tradizionalmente gli agricoltori fin dal tempo dei tempi (e noi un po’ agricoltori in fondo lo siamo) mettevano un seme, proprio nella  notte più lunga dell’anno, perché da quel giorno il sole si sarebbe a poco a poco rialzato e lo avrebbe irradiato con la sua risorta energia. Quello era il vero regalo.
E anche noi stiamo  parlando di un regalo di energia, la nostra: un regalo che non si scarta e non si mette sotto l’albero, anche se di alberi ne ha già prodotti parecchi. E non è neppure una sorpresa: sappiamo benissimo tutti quanti di che si tratta:  il Parco Segantini.
Pensiamo a dove eravamo solo un anno fa e guardiamo cosa abbiamo fatto succedere nel 2014.
  • Siamo molti di più, fra nuovi iscritti e volontari siamo duecento!
  • Il Comune ha approvato e presentato ufficialmente il nuovo progetto: poi i lavori sono partiti subito, procedendo a ritmo serrato.
  • Nel frattempo, sempre con l’approvazione ufficiale del Comune, abbiamo piantato i 20 prunus e realizzato il sistema di irrigazione: ora gli alberi stanno bene, chissà che bello in primavera.
  • Il Consiglio di Zona ha approvato le nostre proposte per l’OasInCittà e per i Giardini Edibili eche si sono trasformate in due convenzioni con il Comune che ci assegnano piantumazione coltivazione e gestione di 15.000 mq.: più del 20% dell’area complessiva di questo grande parco destinate a progetti innovativi e qualificanti!
  • Quanto all’OasInCittà siamo in procinto di piantumare: qualche centinaio di essenze autoctone e rispettose dell’ambiente sono già pronte e aspettano solo che il terreno, inzuppato dall’eccezionale piovosità degli ultimi sei mesi, si asciughi un po’.
  • Quanto ai Giardini Edibili, nonostante la pioggia, abbiamo inaugurato l’iniziativa sul campo: già da due mesi stiamo lavorando la terra e seminando l’orto sperimentale: 200 mq ci hanno insegnato a lavorare insieme e hanno attirato nuovi volontari, nuovi soci e… anche i bambini delle elementari, che quasi quotidianamente lo hanno visitato e contribuito identificando le nostre prime verdure con i loro cartellini colorati.
  • Ci siamo attivati con Provincia e Comune per salvare la Casetta del Custode del Giorgi dall’immediato abbattimento cui era destinata, e ora stiamo lavorando perché essa sia restaurata e messa a disposizione del Parco e delle associazioni della zona.
Il lavoro non è finito, anzi! Ci sarà un sacco di lavoro da fare nel 2015: saremo ancora di più e faremo ancora meglio. Le idee non mancano, l’energia e la buona volontà neanche.

Ora però è arrivato il momento di prenderci qualche giorno di riposo.

Quindi…

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Ciclopedonale avanti tutta

Bene: le nuove imprese sono entrate a lavorare nel Parco, e, possiamo finalmente dirlo, attrezzature, equipaggiamenti, ritmi e atteggiamento generale sembrano quelli di gente che sta lavorando,  a differenza di quella che ha preparato il terreno (nel senso letterale), mettendoci quasi due anni.
Ora stanno lavorando alla ciclopedonale, la struttura che permetterà di “entrare” nel Parco.

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EventiNews

Il Parco su Repubblica Milano, oggi.

“Grazie ai volontari, una scelta coraggiosa e innovativa”

Una pagina di Repubblica-Milano dedicata al progetto e alla realizzazione del Parco. E all’innovativa collaborazione fra il Comune, la nostra Associazione e Italia Nostra.

ORTI CONDIVISI, PRATI E BOSCHETTI: COSì RINASCE IL SIEROTERAPICO.

Sarà un’oasi naturalistica in città. Con gli aironi che volano al mattino e le anatre selvatiche che depongono le uova in primavera. Il biancospino, il sambuco e la berretta del prete tipici arbusti lombardi, e ampi prati fioriti che favoriranno la presenza di coccinelle e farfalle. Niente prati tagliati all’inglese, vialetti con pavimentazioni pregiate, lampioni e panchine di lusso: il nuovo parco dell’ex sieroterapico – ancora in cerca di nome – tra via Segantini, viale Liguria e via Argelati, sarà un’area verde di 80.000 m quadri più simile al bosco in in città che al nuovo parco del portello disegnato dal paesaggista Charles Jencks

E sarà un parco in divenire. Vista la carenza di soldi pubblici sarà realizzato a lotti via via che il Comune troverà le risorse, o gli sponsor privati. Con un metodo di lavoro innovativo: la partecipazione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste

Una collaborazione reale, già avviata da mesi, che ha portato alla stesura di un progetto condiviso a cui hanno lavorato gli uffici dell’urbanistica e del verde di Palazzo Marino insieme alla Associazione Parco Segantini, onlus degli abitanti del quartiere, un comitato attivo e appassionato che domenica scorsa ha piantato con l’aiuto di Italia nostra un intero filare di alberi autofinanziato lungo via Segantini e che da settimane lavora per ripulire la roggia.

“Abbiamo scelto di non essere antagonisti, ma di cercare il dialogo con il Comune – racconta Stefano Guadagni, vice presidente dell’associazione – Ci siamo presentati con alcune proposte che in gran parte sono state accolte. È un avvio positivo”

Il progetto adesso è pronto e a giugno, quando l’operatore immobiliare consegnerà l’area già bonificata, i lavori dovrebbero partire.

Il primo intervento, che renderà agibile il parco entro la fine dell’anno, prevede lavori meno invasivi e costosi di quelli previsti dal progetto della scorsa amministrazione che costava più di 5 milioni. In tutto la stima è meno della metà – si parte con  370mila euro – ma non per questo il risultato sarà meno bello. Anzi. A sentire gli esperti, un lavoro più rispettoso dell’esistente, che conservi la vegetazione spontanea di un’area verde che ha più di cent’anni (ma abbandonata da venti) sarà il suo punto di forza.

“La precedente giunta ha approvato un progetto senza un piano di finanziamenti. – spiega Ada Lucia De Cesaris, vice sindaco e assessore all’urbanistica – Preso atto che non c’erano le risorse per realizzarlo abbiamo incontrato i cittadini e insieme abbiamo costruito un nuovo percorso decidendo di procedere per farsi.”

Si toccherà il meno possibile ripristinando quello che il tempo ha deteriorato., sostituendo gli alberi malati e realizzando come unica infrastruttura l’attraversamento ciclopedonale, più un  viale alberato di ingresso che porterà a Piazza Belfanti: il tutto pavimentato con il materiale recuperato nei magazzini del comune. Il resto resterà com’è: una grande radura verde dalle dimensioni eccezionali in città, costeggiata a ovest dalla roccia Boniforti, un piccolo corso d’acqua che i cittadini insieme a italia nostra trasformeranno in oasi naturalistica con flora e fauna autoctone.

Con il tempo, e le risorse che verranno recuperate, saranno costruiti i giardini con essenze commestibili in collaborazione con Slow food, un parco giochi attrezzato vicino alla piscina Argelati, il container per un bar e l’area Wi-Fi verso piazza Belfanti, l’anfiteatro per la musica dovel’orchestra Verdi potrebbe suonare la domenica mattina, le casette per gli uccelli e così via. Molte le idee in cantiere, tra cui quella di un grande animale in legno che diventi la mascotte del parco.

Ora Il simbolo della rinascita è il tronco di un grande albero abbattuto che Italia Nostra ha trasformato in una scultura-gioco dove si danno appuntamento i cittadini quando c’è da discutere del parco.

ITALIA NOSTRA
“GRAZIE AI VOLONTARI, UNA SCELTA CORAGGIOSA E INNOVATIVA”

“Portare un po’ di natura in città è una scelta coraggiosa e innovativa. Realizzeremo una zona di arbusti che diventerà rifugio e nidificazione di animali, in particolare uccelli, che non è facile vedere nei parchi urbani.”

Silvio Anderloni, del Centro Forestazione Urbana di Italia Nostra, è entusiasta dell’esperienza di partecipazione con l’Associazione Parco Segantini Onlus e con il Comune.

Come pensate di ripopolare l’area? “Ci sono già ricci, aironi è anatre selvatiche, dobbiamo solo fare in modo che l’ambiente arresti loro favorevole. Altri arriveranno da soli, soprattutto gli uccelli, se creeremo le condizioni perché possano vivere e riprodursi.”

Cosa pianterete? “Flora autoctona della pianura lombarda: il biancospino, il sanguinello, il corniolo, il sambuco, il nocciolo e il viburno. Molto colorati, ma tutti selvatici.”

Funziona il progetto partecipato? “Per ora benissimo. Va riconosciuto i cittadini il merito della creazione di questa oasi. Ma l’importante è stato il cambiamento di visione del Comune che ha accettato la proposta e lascerà la gestione all’associazione, con il nostro sostegno.”

Teresa Monestiroli – @ la Repubblica, 22 narro 2014

Repubblica Milano, 22 marzo 2014

Repubblica Milano, 22 marzo 2014

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Pillole

Il Giardino Edibile di “Parco Segantini”

L’idea progettuale

L’idea di realizzare un “giardino edibile” (orto-frutteto) nel Parco di Via Segantini, nasce dalla sollecitazione dell’Associazione Parco Segantini, all’interno del progetto più ampio che prevede la riqualificazione dell’intera area denominata “Cuore Verde dei Navigli”.   L’area identificata dall’associazione dovrebbe essere quella a lungo il viale dei tigli, immersa nel grande prato verde adibito ad area gioco ed eventualmente frammentata all’interno dell’area in tre sotto-aree di forma quadrangolare.  L’orto-frutteto avrebbe principalmente finalità produttive ma allo stesso tempo si proporrebbe di fungere da aggregatore sociale e da “collante” intergenerazionale, attraverso la  divulgazione di una nuova filosofia di vita e di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e dei tempi della natura. Il giardino edibile dovrebbe avere anche un’importante funzione paesaggistica e quindi ospitare elementi decorativi come fiori e arbusti o piante da frutto e aromatiche. Oltre alla parte adibita propriamente ad orto sarebbe interessante dedicare un’area a frutteto comunitario impostato per l’auto-raccolta (pick your own). giardino-edibile_640x260

L’orto secondo Slow Food

Sono quattro le funzioni principali che un orto slow deve riflettere: essere rispettosamente produttivo, essere bello e funzionale, essere malleabile e capace di adattarsi all’interno di contesti cittadini e metropolitani e, infine, essere un punto di incontro, dove l’educazione e l’inclusione sociale siano obiettivi da ricercare.   Slow Food ormai da alcuni anni si occupa di orti e di orticoltura sostenibile. L’ha fatto, in Italia, con un’iniziativa rivolta ai più giovani, costruendo una rete di orti scolastici e un progetto chiamato Orto in condotta. Il nome – che evoca l’otto in condotta – non ha altro scopo che richiamare l’ambito scolastico nel quale il progetto si sviluppa e, al contempo, collegarlo con il termine “condotta” al mondo associativo di Slow Food.  Molte condotte di Slow Food hanno nel tempo attivato iniziative locali, mutuando l’esperienza degli orti scolastici e coinvolgendo maggiormente gli adulti in orti sociali, collettivi e in altri progetti, ancora di sostegno all’agricoltura, come gruppi di acquisto e comunità di supporto. Per sua natura, infatti, l’orto permette di riunire allievi e studenti, genitori e insegnanti, produttori locali e ricercatori. E più in generale, un pubblico al quale trasmettere una nuova sensibilità verso le tematiche dell’alimentazione di qualità e del consumo consapevole e informato. Nei nostri orti si lavora per fare crescere quelli che ci piace definire co-produttori, coloro che non subiscono il cibo, ma ne fanno fonte di impegno, di ricerca e di piacere. In tal senso possiamo parlare di una rivoluzione nell’orto, che avviene in maniera pacifica e piacevole, spontanea e lenta, e ci auguriamo sia duratura e capace di coinvolgere tante persone.

Progettazione e suddivisione degli spazi

L’orto-frutteto che andremo a proporre sarà basato sui principi dell’agro-ecologia e della sostenibilità ambientale. Molta attenzione andrà posta sull’utilizzo delle risorse al fine di evitare sprechi.   L’area identificata sarà situata all’interno del parco urbano in un terreno in pianeggiante, ben esposto al sole lungo un viale alberato di tigli. Oltre che dagli abitanti della zona, l’area verrà fruita in misura privilegiata dalle abitazioni prospicienti al parco, sarà quindi importante, come già sopra descritto, valorizzare gli aspetti paesaggistici e decorativi anche attraverso utilizzo di essenze, che durante le stagioni esprimano una varietà di colori e forme piacevoli alla vista. La forma del giardino edibile potrebbe essere regolare, suddivisa in tre grandi riquadri all’interno dei quali si potrebbero progettare aiuole di forma poliedrica, riprendendo le geometrie e utilizzando gli stessi materiali degli altri spazi costruiti del parco (anfiteatro, allestimenti). Potrebbe essere utile (da verificare regolamento comunale in merito agli orti urbani) lavorare su cassoni rialzati utilizzando terra di riporto.

Piante da frutto siepi e arbusti

Siepi di arbusti e piante da frutto daranno un senso di movimento e di verticalità all’orto. Fiori, frutti e bacche di piante e siepi serviranno inoltre da rifugio a piccoli roditori e insetti utili, attirano uccelli e api: conferiranno verticalità, movimento, colori e frutti.  Come già accennato nel paragrafo antecedente, sarebbe interessante realizzare un frutteto comunitario, che segua le stesse logiche dell’orto per quanto concerne la modalità di gestione e raccolta. Si potrebbe pensare di piantare ciliegio e pesco che oltre ad avere magnifiche fioriture, danno molta resa se progettati fin dall’inizio per il pick your own con forme di allevamento in volume, cercando di contenere la chioma al fine da agevolare una raccolta manuale. Molto interessanti potrebbero essere anche i piccoli frutti: fragole, lamponi, mirtilli e more da rovo; in particolare si consiglia il lampone rifiorente che richiede poca manutenzione e per tutta l’estate colora gli arbusti con i serbevoli frutti da consumare freschi nella macedonia o col gelato oppure da destinare alla preparazione di ottime confetture. Gli arbusti mirtillo, oltre ad avere frutti blu intenso ricchi di vitamina C e antociani, in autunno diventano rosso purpureo creando bellissime macchie di colore.  Altri arbusti interessanti sono la buddleia (che attira le farfalle), il corniolo, che fiorisce presto e, quindi, è di supporto alle prime api primaverili ancora intorpidite, l’olivello spinoso (interessante anche per il succo delle bacche) e, infine, il sambuco, che potrà servire per la preparazione di gelatine, sciroppi e anche frittelle. Per perimetrare e “proteggere” orto e frutteto” si potrebbero realizzare siepi vive di rovo.

Apiario

All’interno di una delle aree a frutta, si potrebbe pensare di inserire qualche arnia. Le api oltre a essere fondamentali per l’impollinazione delle piante da frutto, potranno essere oggetto di laboratori e percorsi educativi per grandi e piccini.

Sovescio e pacciamatura

Durante i mesi invernali è suggerita la copertura vegetale con specie da sovescio che dovrebbe produrre una serie di effetti positivi al terreno, oltre ad essere più gradevole alla vista rispetto a un terreno nudo. Nel corso della stagione produttiva è raccomandabile mantenere uno strato di copertura sul terreno, tra le fila di ortaggi, con materiale pacciamante, al fine di evitare un’eccessiva perdita d’acqua per evaporazione e il prolificare di erbe che andrebbero a competere con le colture.

Successioni e produzioni nell’orto

Durante i mesi invernali sarà necessario fare una corretta pianificazione delle colture che saranno seminate nella  stagione successiva.  Nel corso della stagione produttiva sarà opportuno monitorare e registrare le quantità prodotte per ogni coltura, al fine di realizzare una programmazione più precisa nella stagione successiva (diario dell’orto).   Sarà opportuno realizzare intorno ai cordoli esterni di alcune aiuole delle bordure di fiori: papaveri, nasturzio (che tiene lontano gli afidi)tageti.  Per l’acquisto di sementi e piantine (possibilmente biologiche o non trattate, e comunque di buona qualità), è importante individuare un vivaio di fiducia. Sono da preferire varietà locali o ben adattate alla zona, generalmente più resistenti.   I primi passi sono fondamentali e nell’impostazione di un orto anche piccoli dettagli potrebbero decretare il successo o il fallimento di quanto ci si accinge a fare.

Irrigazione e compostiera

Impianto d’irrigazione: dovrebbe essere disponibile una derivazione di acqua potabile che dalla cascina potrebbe essere facilmente trasportata all’orto. Sarà necessario progettare un impianto che utilizzi al meglio l’acqua al fine di evitare sprechi. Un utilizzo oculato dell’acqua farebbe rientrare il bilancio energetico dell’orto nei parametri della sostenibilità, ambientale ed economica. Compostiera: in un luogo riparato, non molto distante dall’orto, sarebbe opportuno realizzare una compostiera. Assommato al bilancio idrico, l’attivazione della compostiera ottimizzerebbe il bilancio energetico dell’orto.

Gestione di orto, frutteto ed apiario comunitario

La gestione di orto, frutteto e apiario deve essere collettiva. E’ importante stabilire le regole di gestione all’inizio e sin dalle prime fasi di progettazione va coinvolto il gruppo di persone che gestirà l’orto. Si potrebbe ipotizzare un gruppo di gestione “misto” prevalentemente volontario ma affiancato per alcuni tipi di operazioni da tecnici specializzati ed eventualmente da cooperative di tipo B. Una parte del raccolto è da destinarsi alle persone che a titolo volontario si occupano della gestione dell’orto. Una parte del raccolto, in particolare la frutta, potrebbe essere venduta ai raccoglitori occasionali e con il ricavato si andrebbero a finanziare le operazioni di gestione del frutteto e parti delle operazioni di gestione dell’orto. L’apiario potrebbe essere gestito da un apicoltore.
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Eventi

Assemblea straordinaria dei Soci

img_assemblea-straordinaria20131013_02 Domenica 13 ottobre alle 11:30 appuntamento al “tronco” davanti al n. 24 di via Segantini. Assemblea Straordinaria dei Soci per l’approvazione dello Statuto dell’Associazione. È un atto indispensabile per l’esistenza dell’Associazione che richiede la presenza e il voto di tutti.

Programma della mattinata:

– ore 9:00, pulizia volontaria della Roggia Boniforti (scarpe grosse e guanti). – ore 10:30, visita guidata all’area dove stiamo realizzando, insieme ad Italia Nostra, un’oasi naturalistica (consigliate scarpe grosse) – ore 11:30, Assemblea straordinaria dei Soci

Di seguito una sintesi del lavoro svolto dall’Associazione…

Cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo

Sicurezza nel viale dei Tigli e nel parco

• ottenuta l’illuminazione prima della consegna dell’area dal Fondo al Comune di Milano. La stessa accelerazione riguarderà il percorso ciclo-pedonale del Parco, previsto in primavera. Difesa del prato di via Segantini
• ottenuta la posa di un gradino di delimitazione per ostacolare la sosta selvaggia.
•  predisposta con il Comune una convenzione di collaborazione tecnica per la realizzazione di siepe e/o alberi lungo lo stesso tracciato, e di dissuasori in corrispondenza di tutti gli accessi al prato e al viale dei Tigli.

Roggia Boniforti e ambiente
• predisposta intesa di collaborazione con Italia Nostra per creare e gestire un’oasi naturalistica di 5000 mq lungo la roggia. Aggiungerà valore e qualità al Parco e nella zona. Abbiamo già organizzato tre interventi di pulizia basati sul volontariato: sono stati anche determinanti per accreditarci come soggetto credibile per la realizzazione e gestione dell’oasi.

Progetti per un Parco sicuro e migliore
• proponiamo alle eccellenze culturali presenti in zona progetti di collaborazione per realizzare nel tempo un modello di verde urbano vivibile, innovativo e partecipato.

Ricerca di partner industriali
• proponiamo ai produttori di attrezzature e arredi urbani un programma triennale nell’ambito del Parco dell’Expo, per dotare il nostro parco di  panchine, giochi per i bambini, attrezzature fitness, installazioni per il tempo libero, l’arte e la cultura.

Rapporto fiduciario con il Comune di Milano Ma c’è già qualcosa di più: nel corso di una presentazione in Fiera fatta venerdì 4 ottobre, al Made Expo, il Comune ha pubblicamente espresso la sua ammirazione per il lavoro che stiamo facendo e per le idee che stiamo proponendo. E’ un attestato di fiducia importantissimo, che ci autorizza a essere ottimisti sulla reale possibilità di essere sempre più efficaci e di riuscire a far passare le idee i progetti perché quest’area verde eccezionalmente vasta in centro a Milano possa diventare il bel Parco che Milano e la nostra zona meritano. Proprio per questo, l’Associazione deve rappresentare un sempre maggior numero di cittadini, mostrando di raccogliere la fiducia e il sostegno di soci sempre più numerosi. Quello che potremo fare dipende da tutti noi.