Nell’ambito del progetto Oasi in Città, stiamo ripulendo ancora una volta la roggia Boniforti: ricordiamo che buttare nel canale rifiuti, rami, pali non aiuta la natura.
Abbiamo, inoltre, deciso di creare una zona protetta integrale per permettere alle piante e agli animali di adattarsi e trovare ricovero: la presenza di persone e cani, infatti, è spesso eccessiva e invasiva, soprattutto per l’incolumità dei piccoli. Stiamo anche inserendo sulla roggia una recinzione che ne impedisca l’accesso.
Al tempo stesso abbiamo individuato un area di libero accesso verso la Cascina Argelati: qui i bambini e gli adulti possono entrare nella roggia per vederla da vicino e, perché no? costruire ponticelli o far navigare barchette di legno.
Il caso del Parco Segantini a Milano, sul n°1 di VerDiSegni
Di Laura Pirovano
IL PARCO SEGANTINI: UN’ECCELLENZA A MILANO In questo strano periodo di sospensione siamo portati a valorizzare i luoghi di prossimità e questo ci aiuta a riscoprire gli angoli di verde urbano che spesso trascuriamo. Un esempio, di cui vi voglio parlare è il Parco Segantini, che avevo visitato solo al momento della sua inaugurazione e che rappresenta a mio parere uno degli esempi più interessanti e di successo nel panorama delle iniziative promosse da gruppi di cittadini consapevoli della necessità di collaborare con l’Amministrazione comunale per migliorare la qualità della vita in città.
Dopo settimane di lavoro, e grazie a un gesto d’amore dedicato alla memoria di una persona cara, è pronto il progetto per la siepe di recinzione del terzo orto!
Come ogni altro progetto, anche questo deve rispettare certe regole e tener conto di molteplici esigenze.
NORMATIVE DETTATE DAL COMUNE DI MILANO
• arbusti prevalentemente autoctoni, rustici con predominanza di coloriture rosse rosa e bianche non infestanti o dannosi per la biodiversità e l’ecosistema del parco • presenza di bacche e fiori edibili o utili all’avifauna e agli insetti impollinatori • specie vegetali a basso impatto ambientale che raggiunto il loro massimo sviluppo, non ostacolino e impediscano in altezza in larghezza la visuale dell’interno e dell’esterno degli orti
NECESSITA’ PROPRIE DELL’ORTO
• Scoraggiare l’accesso continuo dei cani lasciati liberi • Integrazione equilibrata e armonica con le piante preesistenti • Basso consumo idrico
Con queste premesse, abbiamo pensato di realizzare una siepe: ma non una siepe/barriera, una siepe armoniosa della quale, anche chi passeggia per il Parco, possa godere e apprezzarne i colori, i profumi, i frutti e le fioriture.
SCELTE BOTANICHE
Le essenze vegetali arbustive del progetto, presenti allo stato selvatico anche nelle aree boschive della nostra regione, sono state scelte nelle varietà /cultivar selezionate o ibridate in vivaio per qualità, coloritura dei fiori e delle foglie, più vario e interessante.
Di seguito alcune delle varietà selezionate:
• Berberis vulgaris – crespino comune – scelto nella varietà ‘Harlequin’ per dimensioni (altezza massima 60 cm) e struggente coloritura delle foglie che va dall’arancio al bordeaux • Cornus mas – corniolo- scelto nella varietà “Elegantissima” per il fogliame variegato e la tonalità rosso fuoco che assumono i rami in inverno • varietà non propriamente lombarde come i Cistus e il Myrto, ma presenti nella macchia mediterranea sono stati mantenuti e aumentati perché robusti non invasivi e perfettamente adattati al clima milanese.
La composizione alterna forme e volumi. I Berberis più bassi, composti ma spinosi sono anteposti alle Buddleje preesistesti più alte scomposte e voluminose o agli Azzeruoli, che con il loro alto fusto non fanno da sufficiente barriera. Sempre verdi si alternano a specie decidue ma con bacche e ramificazioni interessanti e gradevoli anche nella stagione invernale più spoglia e disadorna.
CRITERI BOTANICI
Si è preferito puntare su piante giovani, quindi di piccole dimensioni, perché piantumare piante non nel loro pieno sviluppo ne favorisce il corretto insediamento e attecchimento dando maggiori garanzie di sopravvivenza.
La nevicata dei giorni scorsi, oltre a regalare al parco un bel manto bianco e tanti pupazzi di neve per la gioia di piccoli e grandi, ha anche piegato le canne del boschetto di bambù ed alcune si sono spezzate.
Nei giorni successivi il Comune ha provveduto a tagliare quelle danneggiate e l’Associazione si è offerta di affrontare, con il lavoro di una ventina di volontari, la sfrondatura necessaria per poterle riciclare e riutilizzare per il parco: alcune sono già diventate archetti per la copertura degli orti, che hanno sostituito quelli esistenti rovinati dalla nevicata.
Un piovoso pomeriggio di fine ottobre, sfidando gli elementi, abbiamo riportato BoscoMondo, ricoperto di piante, nell’Oasi.
È stato esposto in via Segantini per due settimane, suscitando la curiosità dei passanti. Molti si sono fermati per guardare, toccare, commentare, fotografare.
Cosa abbiamo imparato da questa esposizione temporanea?
Non c’è stato vandalismo: siamo veramente felici che la nostra fiducia sia stata così ben ripagata
Le piante stanno bene, anche quelle a testa ingiù: le piante si stanno adattando alla loro strana collocazione, stanno radicando e si è formato già un mini-ecosistema che ospita insetti e vermetti. Sarà interessante osservare come queste piante rustiche e tenaci si comporteranno per essere pronte per l’esposizione WePlanet di primavera 2021.
Ed ecco i volontari dell’Associazione che cureranno BoscoMondo durante l’inverno!
L’Associazione Parco Segantini Onlus, domenica 11 ottobre alle ore 11:00in via Segantini, sul prato di fronte al civico 20
presenta
BoscoMondo
l’anteprima dell’opera che parteciperà a WePlanet – 100 globi per un futuro sostenibile
Le piante hanno il potere di dare vita
Il globo vegetale BoscoMondo rappresenta la nostra necessità e speranza di salvare il pianeta bistrattato dall’attività umana. Su questa sfera di circa due metri di diametro realizzata in plastica riciclata, le terre emerse sono coperte di piante vive che devono essere curate e accudite, proprio come dovremmo fare con il nostro pianeta. «Le piante hanno il potere di dare vita a qualunque pezzo di terra-roccia-materia con l’aria, l’acqua e la luce, in un continuo processo di trasformazione che è alla base della generazione – dichiara Christabel Burton, degli Ortigiani dell’Associazione -. Un processo che dà luogo al ciclo della vita lento ma continuo: semina, crescita, maturazione, morte e rinascita. Bisogna ricordarsene e recuperarne il valore e l’indicazione di orientamento in questa periodo incerto, mutevole, allarmante».
Il globo BoscoMondo, inoltre, è inclinato in modo da ruotare su un asse diverso: è un invito provocatorio a cambiare il nostro modo di guardare il mondo, di ritornare alla consapevolezza di farne parte, abbandonando la folle idea di esserne i padroni, a mutare i nostri comportamenti individuali e ad esortare i governanti ad agire, soprattutto piantando alberi invece che distruggendo le foreste. Serve un ripensamento: mentre il globo gira, fermiamo per un attimo la nostra corsa dissennata, facciamo una pausa di riflessione.
I volontari che hanno creato il globo si sono autobattezzati “gli Ortigiani”, un gruppo spontaneo, eterogeneo e mobile di soci della onlus che, mettendo insieme le proprie diverse competenze, operano nella cura del verde urbano attraverso la pratica manuale, il saper fare artigianale. «Siamo contadini urbani e vogliamo dimostrare in modo tangibile come i lavori condivisi, creano comunità, conoscenza e piacere e che questa arte del fare condiviso funziona e crea bellezza», spiega Cristina Protti, l’ortista che ha curato la parte vegetale .
Domenica 11 ottobre la presentazione di BoscoMondo sarà accompagnata dal Coro Sankofa Gospel Ensemble che metterà in scena lo spettacolo “Time to change” sul tema ambientale, seguito da un breve rinfresco negli orti.
Vi ricordiamo che parte dei fondi saranno devoluti all’Associazione Parco Segantini onlus per la realizzazione di un’area giochi per bambini nel Parco Segantini: un’opera prevista dal Comune nel progetto originario del parco allo scopo di migliorarne la fruibilità, finora rimandata per ragioni economiche.
Chi si ricorda come era il parco 5 anni fa? e 10 anni fa? e cosa c’era ancor prima al posto del Parco Segantini?
Daniela Trastulli e Luca Errera ci offrono un documentario che ripercorre la storia complessa di questa area, che grazie all’azione dei comitati di quartiere, dell’Associazione Parco Segantini e alla collaborazione con il Comune ha evitato di diventare una distesa di cemento.
Ecco il testo della petizione che vi stiamo invitando a sottoscrivere:
Siamo l’Associazione Parco Segantini onlus che, assieme al CFU di Bosco in Città, da 7 anni collabora con il Comune con altre associazioni e con cittadini per la realizzazione e gestione del Parco Segantini. Siamo uno strumento di partecipazione dei cittadini alla cura e gestione del verde pubblico.
Per la vicinanza con Via Gola, la presenza di una cascina abbandonata ed una casa diroccata e oggetto di continue occupazioni e incendi, e il recente inserimento del SERT, nel corso degli ultimi mesi, abbiamo registrato un incremento delle siringhe ritrovate nel nostro lavoro di pulizia e monitoraggio, e delle attività di spaccio e consumo di droghe, che notiamo verificarsi in modo crescente e sempre più allo scoperto in qualsiasi ora del giorno.
Pensiamo che sia un diritto dei cittadini disporre di un parco sicuro e pulito e che sia giunto il momento di adottare interventi dissuasivi, perché il fenomeno non assuma dimensioni di portata ingestibile.
Al tempo stesso siamo consapevoli dell’esigenza della collaborazione con le forze dell’ordine e con il Comune, come unico mezzo che possa permettere di gestire la situazione.
PER QUESTO CHIEDIAMO
SICUREZZA
– le forze dell’ordine dovrebbero supportarci con interventi mirati e costanti, che rendano palese il presidio della zona. Per parte nostra, continueremo a presidiare giornalmente le aree in concessione degli “Orti” e dell’area naturalistica ”OasInCittà”, promuovendo inoltre visite guidate, laboratori per adulti e scuole.
Vogliamo sottolineare che la tutela della sicurezza è quanto mai necessaria e urgente in questo parco che per centinaia di famiglie rappresenta il passaggio obbligato per accedere alle proprie abitazioni, che si trovano all’interno del parco stesso.
PULIZIA
– AMSA, oltre all’attività di raccolta dei sacchi, che già puntualmente svolge, dovrebbe pulire con maggior frequenza dai piccoli rifiuti anche corporali, tutte le aree di sua competenza. Per parte nostra, continueremo a pulire ogni due giorni le zone Oasi e Orti.
RECUPERO AREE ABBANDONATE
– va realizzata l’area giochi, prevista ormai da più di un decennio, che attirerebbe genitori, nonni e bimbi con effetto di dissuasione rispetto alle attività illecite (non si è mai visto un parco senza neanche un’altalena e uno scivolo… dove ci sono tanti bambini non ci sono i drogati)
– va fatta subito una recinzione, per impedire l’utilizzo illecito che ne viene fatto nelle ore notturne, sottolineando che in questo modo si metterebbero in sicurezza le situazioni finora irrisolte della Casetta del Custodesul viale Liguria, attualmente occupata e sede di spaccio e della Cascina Argelati su via Segantini, inclusa la rampa del parcheggio sotterraneo tuttora inutilizzato.
Noi metteremo in campo tutta la nostra forza, anche se modesta, certi di creare, assieme ai volontari, al CFU, alle forze dell’Ordine e all’AMSA, un esempio di comportamento virtuoso che possa essere da esempio.
A cinque anni dall’inaugurazione del nostro bel Parco, il Comune sta realizzando i viali di attraversamento come da progetto originario.
Uno di questi viali di attraversamento è totalmente inutile e deturpa il parco spezzando quella vasta distesa erbosa che ne è caratteristica peculiare e apprezzata da tutti.
Vogliamo portare all’Assessore al Verde una testimonianza della nostra disapprovazione, nel tentativo di fermare i lavori che purtroppo sono già iniziati.
Vi invitiamo dunque a sottoscrivere il seguente appello:
domenica 21 giugno dalle 10:30 alle 12:30 davanti al primo orto del Parco (nel rispetto delle regole del distanziamento
“NO” AL VIALE INUTILE CHE DETURPA IL PARCO SEGANTINI
Il parco Segantini nasce su una idea basata sulla collaborazione collettiva: a fronte di risorse limitate si sarebbero individuate progressivamente le opere prioritarie da realizzare per rendere progressivamente utilizzabile il Parco ai cittadini.
Infatti i cittadini hanno collaborato facendosi carico di gestire giardini condivisi e Oasi di riforestazione alleviando i costi di investimento e di gestione annuale.
La scelta di realizzare le corsie interne a fronte degli accessi da via Segantini fra i civici 20/22 e i civici 22/24, quest’ultimo persino chiuso e non soggetto a servitù di passo, contrasta con questa logica a fronte di necessità ben più impellenti, che permettano ai cittadini una utilizzazione piena del Parco: una pur parziale area giochi bimbi, zone d’ombra e servizi igienici provvisori, in attesa che si risolvano le annose questioni della Cascina Argelati, non più sopportabile sopruso da parte della proprietà fondiaria, e della Casetta del Custode, luogo di incuria da parte dell’Area Metropolitana.
Per questi motivi chiediamo un utilizzo intelligente delle risorse disponibili, sempre più limitate, sospendendo la realizzazione della viabilità in fronte al 22/24 e destinandole all’avvio dell’area giochi per i bambini.